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1024 682 Michele

Parity Rate Addio: Chi Ci Guadagna?

Lo scorso 2 agosto, grazie al voto finale del Senato, è terminato l’iter iniziato nel 2015 e viene approvato il DDL Concorrenza. La clausola della parità tariffaria è ufficialmente passata a miglior vita nel nostro Paese. Cos’era la Parity Rate? Citando l’emendamento:

È nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto.”

In sostanza, era vietato per qualsiasi albergo offrire una tariffa più vantaggiosa per il cliente finale rispetto a quelle riportate sui siti delle OTA (Online Travel Agency) come Booking o Expedia.
C’è da aspettarsi una grande rivoluzione? Un abbassamento generale dei prezzi? Oppure lo scatenarsi di una guerra dei prezzi che porterà a una riduzione della qualità del soggiorno?
Probabilmente nessuna delle tre ipotesi. Vediamo insieme il perché.

Cosa offrono le OTA alle strutture ricettive?

Non sono semplici intermediari, dato che questi portali offrono una visibilità mondiale a qualsiasi struttura a prescindere dalle loro dimensioni, quindi sono uno strumento di marketing importantissimo. In cambio, per ogni prenotazione effettuata tramite il loro canale, l’albergatore dovrà pagare una commissione, solitamente del 20%. Nell’epoca della parity rate, il prezzo per la stessa tipologia di camere sul sito dell’albergatore non poteva essere minore rispetto a quello mostrato sul canale di distribuzione delle OTA. Ora che questa clausola non esiste più, la prima cosa che ci viene da pensare è che adesso gli albergatori ridurranno il prezzo sul loro sito. D’altronde, con una prenotazione diretta, non devono sostenere le spese di commissione e quindi hanno un margine del 20% da giostrare: niente di più facile, sembrerebbe.
In realtà non è così facile, soprattutto per le realtà di piccole e medie dimensioni. Legalmente non sono più tenute a tenere il prezzo uguale rispetto a Booking ma cosa succede nei fatti se abbassano questo prezzo ? La disparità viene notata subito da Booking e la scheda dell’albergo in questione viene penalizzata in visibilità e gettata nel limbo delle ultime pagine.
C’è un modo di dire moderno che recita “il miglior posto per nascondere un cadavere è pagina 2 di Google” e lo stesso vale anche per le Booking.

Tirando le somme, per poter avere una disintermediazione dalle OTA efficiente, non basta giocare sul prezzo, bisogna investire nella visibilità, bisogna avere un sito funzionale e aggiornato, bisogna investire su pubblicità online, c’è bisogno di una forte presenza sui social, si deve cercare di fidelizzare i clienti e bisogna avere una piattaforma di prenotazione funzionante all’interno del sito.
Per molte realtà alberghiere italiane, un tale investimento non conviene quando possono lasciar far tutto alle OTA in cambio della commissione. Potrebbe cambiare qualcosa con le grandi catene alberghiere ma, in mia opinione, non cambierà molto dato che in queste realtà si ha a che fare con una buona percentuale della clientela già fidelizzata e, solitamente, chi cerca e dà valore al brand già precedentemente prenotava direttamente sul sito, mentre chi cerca sulle OTA è tendenzialmente più sensibile al prezzo che al brand.

Menzione speciale per Trivago, motore di ricerca che confronta i prezzi delle camere d’albergo controllando sia il sito di proprietà sia i siti delle OTA, che potrebbe vedere aumentare i volumi di traffico sul suo sito e quindi diventare il grande vincitore di questo provvedimento.

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800 400 Davide

Cinema2Day: il sentiment di gennaio

Dopo l’analisi sul mese di novembre, che potete trovare qui, andiamo ad analizzare il sentiment del #Cinema2Day di gennaio. L’iniziativa, ormai ampiamente conosciuta,  prevede un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese e sta registrando un crescente successo di pubblico.

La sentiment analysis conferma l’apprezzamento ampio dell’evento, con valori complessivi in sicura crescita rispetto ad anni passati. L’analisi dei commenti per tipologia di utenti, e la lettura attenta delle (poche) voci critiche, restituiscono però un quadro finale più complesso del previsto.

 

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620 413 Davide

Cinema2day: la Sentiment Analysis realizzata da Estrogeni

Oggi è il penultimo appuntamento del #Cinema2Day, l’iniziativa che prevede, per i cinema aderenti, un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese.

Nelle precedenti giornate è stato registrato un boom di vendita biglietti, con fan del cinema entusiasti, ma anche alcuni critici del settore, rispetto a uno sconto giudicato eccessivo (e premiante soprattutto le grandi catene distributive).

La nostra analisi di dettaglio è riferita alla giornata dello scorso novembre. In attesa di tirare le fila con dati complessivi, il “giudizio” della sentiment analysis è finora più che positivo.

Qui l’analisi completa, che trovate anche sul nostro canale SlideShare.

 

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300 157 Vincenzo

Projects with compact texture. As the best grès.

It starts on September 26 the 2016 edition of Cersaie, the international exhibition of ceramic tile and bathroom furnishings.

Now in its 34th year, the event is hosted once again in the exhibition spaces of Fiera di Bologna, with 16 pavilions dedicated to the ceramic coating and 4 occupied by the bathroom sector companies. An international showcase, an opportunity to share views and ideas that will host over 800 companies from around the world.

On this occasion we would like to tell about the strategic and communication activities carried out in recent years for two companies working in this business, among our most loyal customers.
Two German companies with an international approach, with which we have been faced with success and mutual admiration for some time now: we are talking about TopGres and Porcelaingres.

But first things first, let’s present the activities carried out for these two clients.

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TopGres

Established in Minden, Germany, in 2002, TopGres operates in the business of porcelain stoneware tiles. With more than 3 million square meters of tiles distributed each year in over 29 countries, in a short time TopGres has managed to become market leader in its sector.

For this company we have carried out a number of marketing and communication activities, starting from the identification of a strategic positioning, which we then translated into a new slogan and logo, arriving to develop the corporate identity and the website.

An experience that begins in 2015, during which we have developed a series of graphic proposals that have led to a continuous and progressive alignment to the current logo, identified as the most valuable, effective and representative of the company values.

All this starting from a neologism that carries inside two reference concepts of the sector (facility and tiles), “Facilitiles“, which tells the linearity, efficiency and completeness with which the company manages the creative, production and distribution processes. But also the extensive experience that company boasts in its sector, the attention dedicated to the development and technical innovation, the combination of the quality of materials and contemporary design featuring TopGres products.

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A mood which develops around the concept of gestures; gestures of the production process which recreates the corporeality of materials through graphic choices, giving the eye, synaesthetically, the feeling of contact with the product.

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Besides the contact we mentioned above, we want also to tell about the one with the territory, Germany and in particular Minden, the town where it all started.

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An image that we have been displaying through the complete communication, with particular attention to the internet site which, page after page, collection after collection, describes these values making them accessible to the user.

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Porcelaingres

Born in 2003 in Vetschau, Germany, Porcelaingres produces slabs in very high quality porcelain stoneware. Endowed with advanced production facilities and oriented to the principles of sustainability, the company merges aesthetic taste and attention to materials and technical standards.

Our collaboration with this customer focused in the beginning on the monitoring and analysis of brand reputation. This first stage led to a series of digital marketing activities (set up of social channels and training on the social media management), after having identified a distinctive communication positioning.

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Also in this case another keyword has been guiding our job: “details”. It didn’t happen by chance that we have “translated” and used this keyword as positioning and slogan (“de_tiles“, with direct reference to the production place and the product itself). Therefore a clear reference to the attention for details tipycal of the activity of this German company.

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Also here we started with the analysis and listening in order to develop all the communication activities and to propose a possible and credible future scenario.

Because analysis and strategy are at the basis of every creative process.

For more information about our activities, please contact us at: info@estrogeni.net.

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1024 857 Vincenzo

Progetti a pasta compatta. Come il miglior gres.

Avrà inizio il 26 settembre l’edizione 2016 di Cersaie, il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredo bagno.

Giunta al suo 34° anno di vita, la manifestazione sarà ospitata anche stavolta negli spazi espositivi della Fiera di Bologna, con 16 padiglioni dedicati al rivestimento ceramico e 4 occupati dalle aziende del settore bagno. Una vetrina internazionale, un’occasione di incontro e confronto che ospiterà oltre 800 aziende produttrici provenienti da tutto il mondo.

Con l’occasione raccontiamo le attività strategiche e di comunicazione svolte negli ultimi anni per due aziende che lavorano nel settore, tra i nostri clienti più fedeli e affezionati.
Due aziende tedesche dal respiro internazionale, con cui ci confrontiamo con successo e reciproca ammirazione da un po’ di tempo a questa parte: stiamo parlando di TopGres e Porcelaingres.

Ma andiamo con ordine, presentando le attività svolte per i due clienti.

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TopGres

Fondata a Minden, Germania, dal 2002 TopGres opera nel settore delle piastrelle in grès porcellanato. Con più di 3 milioni di metri quadrati di piastrelle distribuite ogni anno in oltre 29 paesi, TopGres è riuscita in poco tempo a imporsi come leader di mercato nel proprio settore.

Per questa azienda abbiamo portato avanti una serie di attività di marketing strategico e comunicazione, partendo dall’individuazione di un posizionamento, che abbiamo poi tradotto in un nuovo claim e logo, arrivando a sviluppare immagine coordinata e sito.

Un percorso che inizia nel 2015, durante il quale abbiamo sviluppato una serie di proposte grafiche che hanno portato a un continuo e progressivo avvicinamento al logo e all’immagine attuale, individuati come quelli più validi, efficaci e rappresentativi dei valori dell’azienda.

Il tutto partendo da un neologismo che tiene dentro due concetti di riferimento per il settore (facility e tiles), “Facilitiles”, che racconta la linearità, l’efficacia e la completezza con cui l’azienda gestisce i processi creativi, produttivi e distributivi. Ma anche l’esperienza consolidata che vanta nel settore di riferimento, l’attenzione che destina allo sviluppo e all’innovazione tecnica, il connubio tra la qualità dei materiali e il design contemporaneo che caratterizza i prodotti TopGres.

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Un mood che si sviluppa intorno ai concetti di gestualità del processo produttivo e che ricrea nelle scelte grafiche la corporeità dei materiali, dando all’occhio, sinesteticamente, la sensazione del contatto con il prodotto.

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Ma il contatto che abbiamo voluto raccontare è anche quello con il territorio, con la Germania e più in particolare con la cittadina di Minden da cui tutto è partito.

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Un’immagine che abbiamo poi restituito con coerenza in tutti i materiali comunicativi, con una particolare attenzione al sito internet che, pagina dopo pagina, collezione dopo collezione, racconta questi valori, rendendoli accessibili all’utente.

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Porcelaingres

Nata nel 2003 a Vetschau, in Germania, Porcelaingres produce lastre in grès porcellanato di altissima qualità. Dotata di impianti produttivi all’avanguardia e orientati ai principi della sostenibilità, l’azienda fonde gusto estetico e attenzione ai materiali e allo standard tecnico.

La nostra collaborazione con questo cliente si è concentrata in principio sul monitoraggio e analisi della brand reputation, dalla quale è scaturita una attività di digital marketing (creazione e formazione sulla gestione dei canali social), non prima di aver individuato un posizionamento distintivo di comunicazione.

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A guidare il nostro lavoro, un’altra parola chiave “dettagli”, che non a caso abbiamo tradotto in un claim originale e posizionante (“de_tiles”, con diretto riferimento al luogo e all’oggetto di produzione). Un rimando quindi alla cura dei dettagli, alla precisione e all’attenzione che caratterizzano l’attività di questa azienda tedesca.

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Anche in questo caso, quindi, siamo partiti dall’analisi e dall’ascolto per sviluppare i materiali di comunicazione e prospettare un possibile e credibile scenario futuro.

Perché l’analisi e la strategia sono alla base di ogni processo creativo.

Per maggiori informazioni sulle nostre attività, contattaci all’indirizzo: info@estrogeni.net.

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1024 506 Vincenzo

Se una mattina d’estate un viaggiatore

Sabato mattina, stazione centrale di una grande città.
Giovani sta rientrando a casa dalla sua famiglia, dopo aver trascorso alcuni giorni fuori città per lavoro. Il suo treno (Intercity? Alta velocità?) sta entrando in stazione, così approfitta degli ultimi minuti di viaggio per dare un’occhiata al suo Facebook.

Laura ha cambiato la sua foto profilo (in questa più recente è al parco con i suoi due bambini). Paolo condivide il suo ennesimo post polemico contro uno dei candidati alle comunali. E poi c’è un post sponsorizzato. Uno dei tanti, certo. Solo che questo sa di zucchero a velo e ha la fragranza della pasta frolla appena sfornata.

Giovanni lo legge, commenta. Passo a fare delle commissioni – promette – e poi ritorno in stazione, al punto vendita. Lo dice e lo fa: arriva in negozio, assaggia, resta colpito, acquista. Commenta di nuovo, entusiasta, con la lista delle leccornie gustate e con i suoi più sinceri complimenti.

Il post in questione è uno di quelli che abbiamo creato per un nostro cliente in ambito food, a cui abbiamo proposto di lanciare una Campagna Facebook geolocalizzata nel weekend.
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La scelta della foto è importante, dobbiamo subito attirare l’attenzione dei viaggiatori social. Il testo: accattivante ma anche esplicativo. La nostra attenzione si concentra però in questo più che in altri casi sul pubblico: decidiamo di raggiungere, attraverso le recenti possibilità di targettizzazione messe a disposizione da Facebook, i viaggiatori che orbitano intorno alla stazione centrale.

Le persone raggiunte potrebbero essere in numero inferiore rispetto al solito e i profili individuati meno targettizzabili per interessi e comportamenti d’acquisto. Ma decidiamo di correre il rischio perché crediamo nella qualità prodotto e nell’efficacia del nostro messaggio.

I risultati?

A footfall costante rispetto alla settimana precedente, nella sola giornata di sabato, primo giorno di sponsorizzazione, il fatturato del nostro cliente è salito del 63%, mentre il giorno successivo l’incremento è stato del 27%. Gli effetti si sono prolungati al lunedì, ieri, quando abbiamo registrato il picco in termini di fatturato assoluto, con una crescita del 71%.

Dal punto di vista del reach e delle interazioni, considerando unicamente i risultati organici e tralasciando quelli ottenuti a pagamento, il post ha raggiunto un pubblico più vasto del 170% rispetto a quello dei post precedenti, mentre il numero di like e condivisioni è salito di oltre il 400% e di quasi il 120% rispettivamente.

Il dato complessivo è decisamente interessante, soprattutto se si pensa al fatto che il budget impiegato è stato piuttosto contenuto. Ma la capacità di far arrivare il giusto messaggio alle persone giuste nel momento giusto stavolta ha premiato.

E crediamo che proprio questo possa essere l’elemento distintivo del web marketing di qualità.

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810 450 Vincenzo

La gaia scienza al tempo dei social

 

“La sfera della conoscenza deve essere unita a quella della gioia.”

Friedrich Nietzsche

LA GAIA SCIENZA

Qualche settimana fa Simone Cosimi in un articolo pubblicato su Repubblica ha parlato del crescente interesse che i temi scientifici riscuotono sui social network.

 

Gli utenti dei social – ha sottolineato il giornalista – condividono con sempre maggiore frequenza contenuti di carattere scientifico, mostrando interesse sia per i temi più prossimi alla loro vita personale (come le notizie relative alla ricerca medica) che per quelli apparentemente più distanti e non direttamente collegati al quotidiano. Un esempio su tutti: il video condiviso qualche settimana fa dall’astronauta e medico Scott Parazynski dedicato agli effetti dei viaggi spaziali sul corpo umano, che in pochissimo tempo ha superato le 225.000 visualizzazioni.

 

 

Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno?

 

A determinare questo crescente interesse per le scienze c’è sicuramente un maggiore bisogno informativo da parte degli utenti dei social: vivendo in un mondo altamente tecnologizzato e nel quale lo sviluppo scientifico è sempre più rapido, sentiamo più forte la necessità di essere aggiornati e i social, lo sappiamo ormai da tempo, stanno diventando il canale privilegiato in cui reperire le informazioni.

 

La scelta di privilegiare contenuti di carattere scientifico su questi canali, inoltre, può essere collegata al tema della self presentation: con i post che condividiamo forniamo agli altri e a noi stessi un’immagine di ciò che siamo, definiamo la nostra identità e costruiamo delle relazioni sociali. Mostrando apprezzamento per contenuti scientifici vogliamo dare ai nostri collegamenti un’immagine di noi stessi impegnata e informata.

 

I social media, del resto, forniscono alle riviste e ai divulgatori strumenti che permettono di rendere più accessibili e coinvolgenti gli studi scientifici: video, infografiche e foto riescono infatti a mostrare in modo semplice e accattivante ciò che potrebbe apparire noioso o eccessivamente complesso se spiegato soltanto con le parole.
[bctt tweet=”È in atto una vera e propria rivoluzione copernicana del linguaggio scientifico” username=”Estrogeni”]

Chi si occupa di comunicazione scientifica ha infatti compreso le potenzialità dei social e crea i propri contenuti usando il linguaggio sintetico e semplificato tipico di questi canali per poter raggiungere audience sempre più vaste.

 

 

Le Best Practice italiane

Tanti sono gli istituti, le riviste, e i ricercatori italiani che fanno un uso consapevole dei social e sfruttano appieno le possibilità di questi canali.

Possiamo citare a titolo di esempio i video divulgativi prodotti e condivisi dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha all’attivo più di 20.000 fan su Facebook e più di 76.000 follower su Twitter, dedicati alle missioni scientifiche di esplorazione del sistema solare, che raccolgono grande consenso sia su Youtube che sugli atri social.

 

Ma è interessante anche l’uso di contenuti grafici che fa l’account Twitter di MSD salute per annuciare ai propri follower l’apertura del canale Periscope dell’agenzia.

 

I nuovi canali disponibili e le app di messaggistica (Snapchat, Whatsupp, Telegram) riescono a dare ulteriore slancio comunicativo alla scienza, rendendo più veloce e immediato il passaggio di informazioni e offrendo agli utenti iscritti la possibilità di essere attivi produttori di informazioni, inviando i propri contenuti (video, foto e altro) alle redazioni.

 

Questo fenomeno ha fatto sì che alcuni volti noti del mondo delle scienze e della ricerca diventassero delle vere e proprie celebrities: basti pensare, oltre ai casi di Piero Angela ed Edoardo Boncinelli, già noti al pubblico da diverso tempo, al recente successo mediatico di Samantha Cristoforetti, protagonista indiscussa del web e ospite ricercatissima delle trasmissioni televisive, che su Twitter è seguita da oltre 665.000 persone.

 

 

I limiti della scienza social

Ma la grande popolarità della scienza sui social nasconde anche alcuni limiti e insidie.

In primo luogo, un’eccessiva semplificazione di temi di natura complessa come quelli scientifici può essere rischiosa, perché può portare alla diffusione di messaggi non corretti.

 

Un altro limite poi è dato dal fatto che gli utenti online preferiscono rinforzare le proprie credenze più che formarsene delle nuove. Secondo alcuni studi, infatti, gli utenti tendono a condividere le notizie che confermano quanto già sanno ed escludono le informazioni che possono contraddire le loro convinzioni.

 

È il cosiddetto “pregiudizio della conferma” di cui ha parlato recentemente il ricercatore Walter Quattrociocchi.
Questo meccanismo, secondo i ricercatori, favorirebbe la rapida circolazione di bufale scientifiche e teorie complottiste che possono portare a dei fenomeni anche piuttosto gravi di disinformazione.

 

Quindi?

[bctt tweet=”Parliamo sì di scienza sui social, ma facciamolo con estrema attenzione e valutando sempre le fonti.” username=”Estrogeni”]

 

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1024 634 Vincenzo

Nuove frontiere del lavoro. Il nostro intervento all’Università Europea di Roma

Mercoledì 11 maggio saremo all’Università Europea di Roma, per partecipare a una conferenza dal titolo: “Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network”, nella quale interverranno Marco Di Lullo e Davide Magini.

All’interno del convegno, docenti, ricercatori e professionisti affronteranno da vari punti di vista il tema del lavoro ai tempi dei social network. Nello specifico si parlerà di work-life balance, smart working, telelavoro, gestione dello stress lavoro correlato, corporate communities, talent retention.

Quali sono gli elementi che producono una maggiore o minore produttività sul lavoro? Come cambia il contesto professionale con lo sviluppo di nuove tecnologie e quali sono gli effetti di questi cambiamenti sul nostro modo di lavorare? Quali sono le skills organizzative e relazionali che i nuovi manager devono possedere?

Nel corso del convegno i relatori daranno risposta a questi e ad altri quesiti, mettendo in campo la loro esperienza sul tema.
Di seguito tutti i dettagli dell’iniziativa.

Stress lavoro e benessere nell’era social

I nostri contributi, nello specifico, si focalizzeranno sulle nuove forme di aggregazione online e sulla percezione dello stress e del lavoro sui social netwok.

Nel suo intervento Marco affronterà il tema delle communities aziendali e dei loro più recenti sviluppi, mentre Davide presenterà la ricerca “Stress, tempo e lavoro: le percezioni degli italiani attraverso un’analisi di sentiment online“.

Entrambi i contributi sono stati pubblicati nel volume “Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network. Linee di pensiero e d’azione”, per la collana “Scienze e Tecniche Psico-sociali per il Lavoro, l’Impresa e le Organizzazioni” della Franco Angeli, che sarà presentato nel corso della conferenza.

Qui un breve approfondimento sul nostro contributo.

Chi volesse partecipare è pregato di inviare una mail di conferma a info@estrogeni.net.

A questo link trovate invece l’evento completo, con le informazioni sulla sede.

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1024 683 Vincenzo

Nuove Poetiche Social

Ormai da tempo si parla di crisi della poesia, visto il sempre minor numero di lettori di opere di questo genere letterario e, di conseguenza, di editori disposti a pubblicarle.

Qualche mese fa, per esempio, Nicola Crocetti, editore dell’omonima casa specializzata in libri di poesia, in un’intervista per ADN Kronos ha descritto le difficoltà che attraversa il settore e ha messo in evidenza i limiti della distribuzione e la scarsa promozione nel nostro Paese.

La poesia è quindi destinata a rimanere un prodotto rivolto a una nicchia sempre più ristretta? E il web e i social network che influenza possono avere sul futuro della poesia?

Qualche tempo fa il New York Times ha pubblicato un articolo dedicato ad alcuni casi molto fortunati di poeti che hanno raggiunto il successo (anche in termini commerciali) grazie ai social network.

Definiti Instapoeti, questi artisti sono diventati famosi pubblicando le loro poesie in particolare su Instagram e Tumblr: i loro account hanno acquisito via via un crescente consenso in termini di engagement e numero di follower, che si è tradotto in un discreto successo di vendita delle loro pubblicazioni.

È il caso per esempio di Tyler Knott Gregson, poeta e scrittore americano citato proprio nell’articolo del New York Times, che negli ultimi sette anni ha raggiunto oltre 265mila seguaci sul suo profilo Instagram, attraverso il quale condivide due poesie ogni giorno.

Typewriter Series #1468 by Tyler Knott Gregson ___ Chasers of the Light & All The Words Are Yours are Out Now! #tylerknott

Una foto pubblicata da Tyler Knott Gregson (@tylerknott) in data:

La sua capacità di comunicare con i follower su Instagram e la sua continuità nella gestione del profilo gli hanno permesso di ottenere, oltre agli ottimi risultati in termini di follower, anche un enorme successo di vendita: Chasers of the Light, la sua prima raccolta di poesie pubblicata nel 2014, ha venduto più di 120.000 copie cartacee. Il suo secondo libro, dal titolo All the Words Are Yours, è stato invece pubblicato lo scorso ottobre e in pochissimo tempo ha raggiunto il terzo posto della classifica Nielsen dei libri di poesia più venduti negli Stati Uniti.

E non è l’unico caso a quanto pare: tra i testi di poesia più venduti negli USA troviamo quelli di altri nomi popolari sui social, come l’autrice e fashion designer Lang Leav, che dal 2012 condivide le sue poesie su Tumblr e ha già raggiunto più di un milione i follower.

New piece, hope you like it! xo Lang ………….My NEW book Memories is now available via Amazon, BN.com + The Book Depository and bookstores worldwide.

Questi e altri casi fortunati, quindi, dimostrano che i social network possono avere un ruolo importante nella promozione di opere letterarie e in particolare di poesia.

Ne ha parlato qualche tempo fa anche Ferruccio De Bortoli in occasione di BookCity, l’appuntamento milanese legato al mondo della cultura e dell’editoria.

“I social – ha affermato l’ex direttore del Corriere – sono straordinari da questo punto di vista, perché se lei guarda tutti gli aforismi che derivano dai libri e quanti riferimenti si fanno ai libri nelle discussioni spesse volte sterili dei social, sinceramente io rimango stupito favorevolmente. Tutto questo si regge anche sul passaparola: se fatto intelligentemente, anche sui social rappresenta una forma di promozione estremamente efficace. Io mi auguro si riesca anche ad invogliare a leggere nella dittatura straordinaria delle 140 battute.”

C’è da sperare in un futuro di maggiore successo della poesia proprio grazie ai social?

Visto il crescente rilievo sui social di autori e community dedicate alla poesia anche in Italia possiamo immaginare (e sperare) di sì.

A testimoniarlo c’è anche la grande risonanza che hanno sui social alcune iniziative ed eventi speciali, come la Giornata mondiale della poesia, che si è celebrata lo scorso 21 marzo con il coinvolgimento di migliaia di utenti, in particolare su Twitter.

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1024 620 Vincenzo

Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network: il contributo di Estrogeni

La scorsa settimana sono stati pubblicati due nostri capitoli all’interno del volume “Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network. Linee di pensiero e d’azione”, per la collana “Scienze e Tecniche Psico-sociali per il Lavoro, l’Impresa e le Organizzazioni” della Franco Angeli.

libro Franco Angeli

Il volume, disponibile da oggi 18 marzo in libreria e online al seguente link, presenta il lavoro del prof. Javier Fiz Pérez, docente di Psicologia presso l’Università Europea di Roma, e di Flavia Margaritelli, psicologa del lavoro e presidente dell’Associazione Osservatorio Salute e Sicurezza.

Due i nostri capitoli:

indice Stress, lavoro e benessere nell'era dei social network. Linee di pensiero e d'azione

 

  • nel primo, dal titolo “Communities d’azienda e social network: identità, appartenenza e condivisione”, provo a sistematizzare le implicazioni che le nuove tecnologie hanno determinato in questi ultimi anni sia in campo sociale, con lo sviluppo di nuovi modelli di aggregazione come i gruppi virtuali e le communities, sia in campo prettamente organizzativo, con la diffusione dell’apprendimento a distanza, del knowledge management o dell’enterprise 2.0.

piramide di Maslow web

 

  • nel secondo, scritto assieme a Davide e Vincenzo, pubblichiamo la ricerca “Stress, tempo e lavoro: le percezioni degli italiani attraverso un’analisi di sentiment online“. Si tratta di un lavoro di opinion mining, realizzato nel primo trimestre 2015, avvalendoci della piattaforma di intelligence di Estrogeni, in grado di prelevare, nel rispetto della privacy, grandi quantità di dati da varie fonti, quali siti web, blog, forum, quotidiani online e social media (Facebook e Twitter). Obiettivo della ricerca è stato quello di ricostruire le opinioni di un numero significativo di utenti sui temi del work life balance, ed in particolare su stress e benessere.

word cloud stress lavoro benessere

Il lavoro afferisce contemporaneamente a diversi ambiti:

 

    1. psico-sociale il riferimento è alla teoria dell’influenza sociale ed in particolare alla teoria delle rappresentazioni sociali di S. Moscovici;
    2. linguistico e tecnologico, che si sostanza in quelle metodologie, risalenti al Natural Language Processing (NLP l’analisi del linguaggio naturale), della text analysis e della linguistica computazionale, che scaturiscono nell’opinion mining o sentiment analysis.

Un ringraziamento particolare va al professor Fiz Pérez e al laboratorio Business & Health dell’Università Europea di Roma, impegnati nel settore della psicologia del lavoro e delle organizzazioni.