Dal Fundraising alla Democrazia Partecipata

Dal Fundraising alla Democrazia Partecipata

Agostino

Lavorando nel non profit e nel mondo della ricerca di base e applicata, abbiamo acquisito una certa sensibilità nell’analizzare un tema cruciale per il funzionamento di questi due settori. Comprendere il modo in cui funziona una raccolta fondi è determinante per assicurare sostenibilità e continuità nel tempo a un progetto sociale o di ricerca. In questo paper, vorremmo fare alcune considerazioni su una delle leve di fundraising più importanti, soprattutto per la portata della raccolta che può produrre: il 5 per mille.
Il contributo si basa sull’analisi degli ultimi dati resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, cioè quelli sull’anno fiscale 2012. Le riflessioni che proporremo sono riferite alle implicazioni strategiche e comunicative derivanti dall’uso del 5 per mille per il fundraising di progetti di utilità sociale. Dopo una disamina generale dei dati disponibili, ci concentriamo su un target preciso di beneficiari: i comuni. Per quale motivo gli enti locali di primo livello non riescono a raccogliere in modo efficace i fondi del 5 per mille? Nel rispondere a questa domanda, in chiusura del paper, proponiamo anche una strategia per il coinvolgimento degli stakeholder territoriali, strategia che, se ben applicata, potrebbe produrre un miglioramento delle capacità di raccolta dei comuni.

Quello che avete appena letto è la premessa del paper di Alfredo Borrelli e Olivier La Rocca che analizza i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate relativi alle dichiarazioni dei redditi 2012 e ne fa il punto di partenza per una riflessione propositiva sul 5X100 come fonte di finanziamento per enti locali e associazioni (ve lo avevamo anticipato qui).

Sul nostro canale Slideshare potete leggere e scaricare il paper completo in PDF: slideshare.net/Estrogeni/paper-5X1000
Se lo farete, come ci aguriamo, ci farebbe piacere ricevere poi i vostri feedback, con impressioni, integrazioni e commenti, per farne il punto di partenza di un dialogo sul tema.

1 commento
  • Roger dicembre 10, 2014 a 2:35 pm

    Rapido feedback. L’obiettivo vero di un’Organizzazione Non Profit è quello di far sì che il maggior numero dei propri sostenitori decida di devolverle proprio 5 per mille. Indipendentemente dalla dimensione dell’ONP e del budget di comunicazione. L’unica ricetta per sganciarsi dal binomio brand/capacità di investimento è la costruzione di una relazione coi donatori. Questo si fa quotidianamente e soprattutto con quelle attività di comunicazione e sensibilizzazione che non generano dei ritorni economici diretti. Ciò richiede dei board dotati di visione di medio/lungo periodo e coraggio. In realtà la maggior parte delle ONP si rivolge ai propri donatori con comunicazioni autoreferenziali o con richieste di sostegno. Ma così non si crea e alimenta una relazione ma una sequenza di sollecitazioni seguite (forse) da donazioni. Con la relazione e il senso d’appartenenza si può parlare di 5 per mille una volta all’anno (con budget ragionevoli) perché si tratterà della conseguenza naturale di un cammino più lungo è più solido.

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