Occhio non vede

Occhio non vede

Agostino

Il governo australiano ha annunciato di recente un piano per limitare le pubblicità di scommesse sportive e gioco d’azzardo durante le trasmissioni degli eventi sportivi in tv. Nel dettaglio, “saranno vietate pubblicità sulle scommesse live durante gli eventi sportivi, da quando i giocatori entrano in campo a quando lasciano il campo, mentre le pubblicità riguardanti il gioco d’azzardo in generale, quindi non quelle relative direttamente alle scommesse su quel determinato evento sportivo, potranno andare in onda solo prima e dopo la trasmissione della partita, e durante i momenti in cui il gioco è in pausa, come gli intervalli tra un tempo e l’altro. Inoltre sarà vietato citare e trasmettere in sovrimpressione i banner e i loghi di sponsorizzazione di società che si occupano di gioco d’azzardo.”
La cosa mi ha fatto tornare in mente l’intervento di Laura Boldrini di qualche settimana fa, quando il Presidente della Camera ha accusato il mondo della pubblicità italiana di essere fra i responsabili dell’emergenza violenza sulle donne.
Perché collego le due cose? Perché in entrambi i casi credo che si cerchi di accusare la pubblicità per pulirsi in qualche modo la coscienza, e non andare a fondo nel problema. Se la patologia del gioco d’azzardo è diventato un problema sociale, in Australia come in altri Paesi del mondo, non è certo colpa della pubblicità, che viene semmai in un secondo momento, ma forse di chi ha deciso di legalizzare scommesse, video poker e via dicendo. Allo stesso modo, non si può accusare la pubblicità di essere responsabile di un problema grande come la violenza sulle donne, quando contemporaneamente non solo non si riesce ad approvare una legge efficace contro la violenza di genere (e l’omofobia, già che ci siamo) ma metà del nostro Paese sceglie deliberatamente da un paio di decenni di consegnarsi nelle mani di una persona che tratta le donne come merce, senza neanche nasconderlo e anzi, facendosene vanto.
Mi sembra quindi che quando non si vuole intervenire alla radice di questi problemi si provi ad applicare il classico “occhio non vede, cuore non duole”, nascondendo la ludopatia e la violenza sulle donne sotto il tappeto, per non guardarle direttamente in faccia. Ma quando i problemi spariranno dalla tv e resteranno per le strade, senza avere più il capro espiatorio della pubblicità, quale sarà la risposta della politica?

2 commenti
  • Vittorio Liberti maggio 27, 2013 a 8:24 pm

    Si era commentato il post, ma credo che il commento sia svanito nel nulla. O è stata una forma di censura? Eppure mi sembrava di aver seguito tutte le indicazioni.
    Cmq, sarà per un’altra volta.

  • Estrogeni maggio 28, 2013 a 10:56 am

    Ciao, assolutamente nessuna forma di censura, ci mancherebbe 🙂
    Non abbiamo ricevuto il tuo commento, abbiamo controllato ma non lo troviamo né in moderazione né in spam. Qualora volessi inviarcelo di nuovo saremo lieti di pubblicarlo.
    Grazie, un saluto e a presto!

Lascia una risposta