Guestbook. Intervista a Giovanni Scrofani

Guestbook. Intervista a Giovanni Scrofani

150 150 Agostino

241543903. Ubik è tra noi.
L’intenzione era quella di terminare l’intro, dell’ospite di questa settimana, con la frase precedente ma il senso (?) mi ha fatto cambiare strada.  Ho pensato che uno stimolo/riflessione fosse rappresentativo di una personalità forte come quella di Giovanni Scrofani, ma non volevo trascendere nella banalità. Professionista di Grandi Stazioni,che in rete tende a prendersi/re con meno serietà per analizzare fenomeni sociali, che generati dagli utenti si diffondono in rete. Il meme è il virus che pervade l’intera comunità odierna. Il virus per eccellenza, che non ha bisogno di identificazione e catalogazioni. La cui genesi on-line, giunge a infettare utenti off-line. Questo è il senso del virale, che tra alcuni anni studieremo sui libri di sociologia. Questo è Gilda35.

Tristan Tzara ha affermato che ”Dada non significa nulla, è solo un prodotto della bocca”, possiamo dire che Gilda35 è solo un prodotto della tastiera? Raccontaci del primo sito di satira sul “professionismo” della rete.

Con questa citazione hai colto buona parte del mio “metodo creativo”. Sì, Gilda35 è un mero prodotto della tastiera. In Gilda35, attraverso una tecnica di “stream of consciousness”, scarico le suggestioni provenienti dal mio errare attraverso i Social Network e internet in generale. Scrivo “di botto” senza pensarci molto su, riguardo al risultato finale. Originariamente il nome nacque per gioco dall’accostamento di:
· “Gilda”, termine mutuato dal mondo dei Giochi di Ruolo dove indica un party (gruppo di giocatori) che deve risolvere una quest (missione);

· e il numero 35 le persone necessarie ad eludere l’algoritmo dei toptweet.

Gilda35 è nato un po’ per gioco su Twitter, con alcuni amici eravamo stufi per le “pubblicità occulte 2.0”, propinate da alcuni markettari che sfruttavano delle falle nell’algoritmo dei toptweet (una sorta di vetrina sui contenuti più in voga). Come descritto in una serie di nonPOST raccolti nella pagina Project del nonBLOG, abbiamo iniziato una serie di “rigorosi esperimenti dadaisti” per eludere (lecitamente e coccolosamente) anche noi l’algoritmo dei toptweet e postare in home page messaggi all’insegna del non sense più totale. La cosa mi ha preso la mano (soprattutto dopo l’affaire Internet 4 Peace) e così sotto la “pressione popolare” è nato il sito ufficiale. Gilda35 ha conservato fondamentalmente le medesime dinamiche della parte iniziale del c.d. Progetto: fare satira sul “professionismo” della rete, attraverso quello che chiamo il “metodo della contaminazione”. La totalità di quello che scrivo su Gilda35 è frutto delle mie interazioni con buffoni, hacker, scrittori, casalinghe disperate, linguisti computazionali, lanciatori di coriandoli, antropologi, eretici, sociologi, pagliacci, funamboli, giornalisti ecc… Sto “in Rete” da molti anni e in Italia ho notato una “seriosità” eccessiva su come si affrontano le nuove professioni connesse al web… Diciamo che c’era bisogno di una bella pernacchia! Poiché con le Nuvole Computazionali abbiamo un rapporto di influenza reciproco, solo dopo mesi mi sono reso conto di come Gilda35 avesse una serie di significati pressoché infinita… La versione che mi piace di più è questa:

· “Gilda” come il film di Rita Haywort, che fu il primo caso “analogico” di viral marketing. Il film sfruttò la pubblicità data dal fatto che nell’Operazione Crossroad una delle bombe degli esperimenti dell’atollo di Bikini era stata battezzata per l’appunto Gilda.

· “35” nella smorfia napoletana significa “l’uccellino”, che è il simbolo di Twitter.
Ma in ultima analisi, ad essere rigorosi: Gilda35 non significa un fico secco! Gilda35 è una pernacchia!

Un progetto che nell’autoironia riesce a mettere in luce le potenzialità del web 2.0, dove ogni utente può fare la differenza. Nel bene o nel male, il web ha reso il mondo più partecipativo. Considerando la semplificazione di utilizzo, ottenuta con alcuni  social network, ritieni che Gilda35 subirà una crescita esponenziale di contenuti?

Ad essere ben precisi Gilda35 ha avuto due fasi: quella “sperimentale” (collettiva e virale) e quella “satirica/polemica” (individuale e riflessiva):

· La fase “sperimentale” di Gilda35 si è conclusa il 26 agosto 2010 A.D., quando constatai, insieme agli altri Sabotatori, che Twitter si associava agli altri Social Network nel dare visibilità solo a ciò che aveva immediati ritorni in termini di marketing o di promozione come “news network”. Dopo una serie di “sabotaggi” dalle parti di Twitter iniziarono a rimodulare l’algoritmo per “sfavorire” fenomeni come Gilda35. Dopotutto un Social Network “tira” nel momento in cui è una buona cassa di risonanza a fenomeni di marketing o “fa notizia” (v. Tunisia, Iran, ecc…), se si limita a veicolare cosa davvero è importante per gli utenti assai probabilmente non fa né cassa, né notizia. Nei mesi successivi ho continuato a fare qualche “sabotaggio”, giusto per divertimento favorendo qualche causa che mi stava a cuore come nel caso dell’estradizione a Guantanamo di Gary McKinnon. Poi ho deciso di fermarmi del tutto. Un po’ perché il “metodo” del sabotaggio era passato nella comunità degli utenti italiani di Twitter, che soprattutto coi trend topic (i temi di tendenza) avevano iniziato a dare evidenza a proprie iniziative pseudopoliticoculturali. Un po’ perché a destra e manca venivo tirato per la giacchetta per dare visibilità a “temi importanti” nucleare, giornalisti contro, ecologia, ecc… Francamente un approccio veramente poco DADA.

· La fase “satirca/polemica” è iniziata a latere di quella “sperimentale” e mi sta dando parecchie soddisfazioni. Un po’ perché per motivi di tempo sviluppare un’iniziativa “virale” come la Gilda35 della fase sperimentale era improponibile. Un po’ perché desideravo cimentarmi di più nel nonBLOGing: fondamentalmente il mio non è un blog vero e proprio, ma per lunghezza dei post e linguaggio, è una sorta di piccolo pamphlet a puntate. Nel nonBLOG ho potuto mettere meglio a fuoco alcune idee “eversive” contro l’attuale assetto della Cultura Digitale. Ovviamente l’esperienza è amatoriale e priva di scopo di lucro. Ciò mi ha permesso di focalizzare al meglio le mie idee, senza quell’ossessione da “numero di contatti per post” ché è la rovina dell’attuale panorama della blogosfera italica. Mi è capitato che migliaia di persone leggessero un mio post nato per scherzo, solo perché trattava di un brano di successo. Mentre altre volte post che erano stati frutto di intense ricerche erano stati letti da poche decine di persone, tuttavia sono stati quelli che mi hanno dato più soddisfazioni, per il feedback emotivo intenso che mi hanno trasmesso i lettori. Se ragionassi in termini “professionali” di numero di contatti per post, dovrei scrivere solo di boiate di tendenza, ma sono assolutamente contro questa cultura del nulla, in cui la linguistica computazionale sovrasta il contenuto.

In conclusione, per lo meno nella fase attuale Gilda35 non subirà una “crescita esponenziale” di contenuti. Gilda35 è un prodotto “artigianale” e come tale soggetto a momenti di stasi e raptus creativi, ad affermazioni e contraddizioni, a evoluzioni ed involuzioni. Quello che voglio fare con Gilda35 è solo spingere le persone a riflettere un attimo sull’assoluta insensatezza, che sta intraprendendo la Cultura Digitale in questo frangente. Perché alle volte il nonsense ha più senso del buon senso di SEO, Guru, Topblogger e compagnia!

9 commenti
  • Rudy Bandiera marzo 30, 2011 a 9:07 am

    Non ho capito assolutamente nulla nell’intervista ma mi è piaciuta moltissimo! Io stimo quest’uomo assaie 🙂

  • Francesco Del Franco marzo 30, 2011 a 10:04 am

    @RudyBandiera quest’uomo è un disancoraggio dell’era web 2.0 🙂

  • Giovanni Scrofani marzo 30, 2011 a 10:24 pm

    Caro Rudy è il più bel complimento che mi abbiano mai fatto… lo sai che per te provo un profluvio di lovvotica 😀

  • Giovanni Scrofani marzo 30, 2011 a 10:26 pm

    Quella di Francesco è la più bella definizione di sempre sono “un disancoraggio dell’era del web 2.0” 8)

Lascia una risposta