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Vincenzo

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Social Beauty: quando Facebook ti fa bella

Oggi parliamo di bellezza. Ma lo facciamo a modo nostro, presentando alcune tra le più interessanti (e recenti) iniziative di Social Media Marketing nel settore della cosmesi.

A ispirare questo post è stato l’intervento sul social media marketing che ho presentato qualche settimana fa in occasione di Sherasade For Business, l’evento formativo dedicato ai professionisti della bellezza organizzato a Roma da Lorenzo Termini.

Un settore, quello del beauty, che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, con un’importante crescita di fatturato a livello mondiale.

Secondo i dati diffusi qualche giorno fa da FOX news, dal 2013 al 2015 il settore ha registrato infatti una crescita di fatturato del 10,6%. E il dato è ancora più interessante se si considera che l’economia globale ha invece avuto una contrazione del 3,6% nello stesso periodo. I primi dati per il 2017, inoltre, sembrano confermare questa tendenza, facendo prevedere una chiusura di anno in ulteriore crescita.

Aziende e imprenditori del settore, sulla scia di questo successo, cercano di immaginare e dar vita ad attività di marketing e di comunicazione volte a coinvolgere e sorprendere il proprio pubblico, facendo spesso un uso creativo e intelligente dei canali online e in particolare dei social network.

Qualche esempio? Qui di seguito ho riportato alcuni casi interessanti, trovati analizzando i social di alcune tra le principali aziende di prodotto e di distribuzione in Italia.

 

L’Oréal, a tutto colore

Chi ha detto che gli ugc (i contenuti generati dagli utenti) sono superati? Per i brand del settore beauty non sembra affatto essere così…

L’Oréal per esempio ha di recente lanciato sui propri social la campagna #iamcolorista, per dare visibilità alla sua nuova linea di colorazioni per capelli, disponibili in spray e in altri formati temporanei e permanenti.

Per l’occasione, le fan sono state invitate a condividere su Instagram i propri selfie con le acconciature più colorate e originali, usando appunto l’hashtag collegato.

L’obiettivo in questo caso è coinvolgere il pubblico facendolo sentire protagonista attivo della comunicazione del brand. Il risultato?

La partecipazione all’iniziativa è stata massiccia da parte delle fan, che hanno sfoggiato su Instagram le loro originali colorazioni.

L’Oréal ha inoltre invitato alcune influencer di settore a partecipare a uno speciale evento colorista che si è tenuto a Londra, dando ancora più visibilità al prodotto e all’iniziativa.

Nivea: spazio alla personalizzazione

Nelle ultime settimane l’azienda tedesca Nivea ha dato l’opportunità ai fan di personalizzare con una foto dei propri cari il classico contenitore cilindrico di crema.

I fan hanno così la possibilità di associare i propri personali momenti di tenerezza al prodotto, che si prende cura della loro pelle.

Lanciata qualche settimana fa sui canali social, la campagna è stata particolarmente efficace nei giorni che hanno preceduto San Valentino, periodo nel quale i fan sono stati invitati a regalare una crema personalizzata ai loro cari.

 

Limoni, uno stile di vita

Molto interessanti anche le scelte di comunicazione di Limoni.

In alcuni recenti post, il brand sceglie di non concentrare le creatività sui prodotti, ma di inserire questi ultimi in contesti di vita quotidiana.

L’interesse quindi non è più sul prodotto, ma si sposta sullo stile di vita, su una situazione.

La scelta punta evidentemente a incentivare l’immedesimazione delle fan con il mondo creato dal brand, facendo apparire quel contenuto come non propriamente pubblicitario.

 

Profumerie Douglas: content Marketing

E se invece il prodotto scomparisse del tutto?

È quello che propone la pagina italiana delle Profumerie Douglas in una serie di contenuti volti a creare engagement e fidelizzare i fan.

Si tratta di speciali meme-citazioni, le Douglas Quotes, frasi ispirazionali pensate per le fan e create coerentemente con l’immagine coordinata di Douglas.

Questi ovviamente sono solo alcuni degli esempi di uso consapevole e strategico dei canali social nel settore beauty.

E voi, avete altri esempi da proporre?

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Annunci di sola chiamata: quando e come usarli

Introdotti da Google circa un anno fa, gli annunci AdWords di sola chiamata si sono subito rivelati uno strumento di advertising molto interessante in particolare per le imprese locali.

Vediamo insieme come funzionano questi annunci e quali vantaggi possono portare agli inserzionisti che scelgono di attivarli.

 

I dati sulla navigazione da mobile

Negli ultimi anni il tempo dedicato alla navigazione da mobile è cresciuto esponenzialmente: secondo quanto riportato nei più recenti dati Audiweb, oltre il 77% del tempo trascorso online è attualmente generato dalla navigazione da smartphone e tablet.

Recentemente è stato proprio Google a spiegarci che i dispositivi mobili hanno cambiato profondamente  il modo in cui i consumatori si informano e trascorrono il loro tempo libero. Tablet e smartphone consentono una fruizione rapida e molto intuitiva dei contenuti online e ci permettono di cercare informazioni sui prodotti o servizi anche quando siamo in movimento.

 

Grazie ai dispositivi mobile possiamo sfruttare i momenti di spostamento in treno o in autobus per prenderci cura di noi stessi e cercare quello che ci serve.

 

Secondo i dati più recenti di Google, il 70% degli utenti che eseguono ricerche da un dispositivo mobile chiama l’azienda direttamente dai risultati di ricerca per avere informazioni più approfondite o prenotare un servizio.

In uno scenario di questo tipo, può rivelarsi quindi molto utile essere particolarmente visibili sui cellulari e creare un collegamento diretto tra azienda e consumatore.

Da qui l’enorme successo delle campagne AdWords di sola chiamata, un tipo di advertising molto potente e vantaggioso, che permette di intercettare i consumatori vicini a noi.

Ma vediamo come funziona questo tipo di campagna.

 

Le campagne di sola chiamata

L’attivazione avviene, come per le altre campagne Google, attraverso la piattaforma di advertising AdWords, selezionando il comando “campagna di sola ricerca”. A questo punto sarà possibile scegliere come obiettivo “solo chiamata” e impostare gli annunci con il numero di telefono della nostra azienda.

Una delle caratteristiche più interessanti di questo tipo di annunci è che vengono automaticamente ottimizzati per il tipo di dispositivo sul quale vengono visualizzati, in modo da offrire sempre un’ottima esperienza d’uso all’utente.

 

Le possibilità di personalizzazione delle impostazioni sono tantissime, come per tutte le campagne AdWords.

Potremo scegliere infatti la località (anche entro un certo raggio d’azione), i giorni e gli orari di pubblicazione (quelli di apertura dell’attività commerciale, per esempio), la lingua degli utenti, il budget giornaliero e la strategia di offerta migliore.

 

Quando attivare questo tipo di campagna?

Gli annunci di sola chiamata sono uno strumento di advertising molto utile soprattutto per le attività che prevedono una decisione d’acquisto molto rapida, in cui la visita al sito internet potrà difficilmente dimostrarsi utile.

Pensiamo ad esempio al caso dell’idraulico. Stiamo uscendo di casa per andare al lavoro e ci rendiamo conto di avere un problema con il lavandino. Nel tragitto verso l’ufficio proviamo a cercare con il nostro smartphone un idraulico in zona e ci appare un annuncio dedicato. In quel caso potremmo decidere di chiamare subito la ditta e fissare un appuntamento per la sera stessa.

Diverso è il caso di altri tipi di prodotti o servizi, come quelli del settore fashion per esempio, per i quali può essere invece più vantaggioso portare il nostro target a visitare il sito web e fidelizzarlo con delle campagne di remarketing.

Avete mai attivato questo tipo di campagna? Che risultati avete ottenuto?

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Projects with compact texture. As the best grès.

It starts on September 26 the 2016 edition of Cersaie, the international exhibition of ceramic tile and bathroom furnishings.

Now in its 34th year, the event is hosted once again in the exhibition spaces of Fiera di Bologna, with 16 pavilions dedicated to the ceramic coating and 4 occupied by the bathroom sector companies. An international showcase, an opportunity to share views and ideas that will host over 800 companies from around the world.

On this occasion we would like to tell about the strategic and communication activities carried out in recent years for two companies working in this business, among our most loyal customers.
Two German companies with an international approach, with which we have been faced with success and mutual admiration for some time now: we are talking about TopGres and Porcelaingres.

But first things first, let’s present the activities carried out for these two clients.

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TopGres

Established in Minden, Germany, in 2002, TopGres operates in the business of porcelain stoneware tiles. With more than 3 million square meters of tiles distributed each year in over 29 countries, in a short time TopGres has managed to become market leader in its sector.

For this company we have carried out a number of marketing and communication activities, starting from the identification of a strategic positioning, which we then translated into a new slogan and logo, arriving to develop the corporate identity and the website.

An experience that begins in 2015, during which we have developed a series of graphic proposals that have led to a continuous and progressive alignment to the current logo, identified as the most valuable, effective and representative of the company values.

All this starting from a neologism that carries inside two reference concepts of the sector (facility and tiles), “Facilitiles“, which tells the linearity, efficiency and completeness with which the company manages the creative, production and distribution processes. But also the extensive experience that company boasts in its sector, the attention dedicated to the development and technical innovation, the combination of the quality of materials and contemporary design featuring TopGres products.

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A mood which develops around the concept of gestures; gestures of the production process which recreates the corporeality of materials through graphic choices, giving the eye, synaesthetically, the feeling of contact with the product.

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Besides the contact we mentioned above, we want also to tell about the one with the territory, Germany and in particular Minden, the town where it all started.

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An image that we have been displaying through the complete communication, with particular attention to the internet site which, page after page, collection after collection, describes these values making them accessible to the user.

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Porcelaingres

Born in 2003 in Vetschau, Germany, Porcelaingres produces slabs in very high quality porcelain stoneware. Endowed with advanced production facilities and oriented to the principles of sustainability, the company merges aesthetic taste and attention to materials and technical standards.

Our collaboration with this customer focused in the beginning on the monitoring and analysis of brand reputation. This first stage led to a series of digital marketing activities (set up of social channels and training on the social media management), after having identified a distinctive communication positioning.

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Also in this case another keyword has been guiding our job: “details”. It didn’t happen by chance that we have “translated” and used this keyword as positioning and slogan (“de_tiles“, with direct reference to the production place and the product itself). Therefore a clear reference to the attention for details tipycal of the activity of this German company.

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Also here we started with the analysis and listening in order to develop all the communication activities and to propose a possible and credible future scenario.

Because analysis and strategy are at the basis of every creative process.

For more information about our activities, please contact us at: info@estrogeni.net.

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Progetti a pasta compatta. Come il miglior gres.

Avrà inizio il 26 settembre l’edizione 2016 di Cersaie, il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredo bagno.

Giunta al suo 34° anno di vita, la manifestazione sarà ospitata anche stavolta negli spazi espositivi della Fiera di Bologna, con 16 padiglioni dedicati al rivestimento ceramico e 4 occupati dalle aziende del settore bagno. Una vetrina internazionale, un’occasione di incontro e confronto che ospiterà oltre 800 aziende produttrici provenienti da tutto il mondo.

Con l’occasione raccontiamo le attività strategiche e di comunicazione svolte negli ultimi anni per due aziende che lavorano nel settore, tra i nostri clienti più fedeli e affezionati.
Due aziende tedesche dal respiro internazionale, con cui ci confrontiamo con successo e reciproca ammirazione da un po’ di tempo a questa parte: stiamo parlando di TopGres e Porcelaingres.

Ma andiamo con ordine, presentando le attività svolte per i due clienti.

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TopGres

Fondata a Minden, Germania, dal 2002 TopGres opera nel settore delle piastrelle in grès porcellanato. Con più di 3 milioni di metri quadrati di piastrelle distribuite ogni anno in oltre 29 paesi, TopGres è riuscita in poco tempo a imporsi come leader di mercato nel proprio settore.

Per questa azienda abbiamo portato avanti una serie di attività di marketing strategico e comunicazione, partendo dall’individuazione di un posizionamento, che abbiamo poi tradotto in un nuovo claim e logo, arrivando a sviluppare immagine coordinata e sito.

Un percorso che inizia nel 2015, durante il quale abbiamo sviluppato una serie di proposte grafiche che hanno portato a un continuo e progressivo avvicinamento al logo e all’immagine attuale, individuati come quelli più validi, efficaci e rappresentativi dei valori dell’azienda.

Il tutto partendo da un neologismo che tiene dentro due concetti di riferimento per il settore (facility e tiles), “Facilitiles”, che racconta la linearità, l’efficacia e la completezza con cui l’azienda gestisce i processi creativi, produttivi e distributivi. Ma anche l’esperienza consolidata che vanta nel settore di riferimento, l’attenzione che destina allo sviluppo e all’innovazione tecnica, il connubio tra la qualità dei materiali e il design contemporaneo che caratterizza i prodotti TopGres.

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Un mood che si sviluppa intorno ai concetti di gestualità del processo produttivo e che ricrea nelle scelte grafiche la corporeità dei materiali, dando all’occhio, sinesteticamente, la sensazione del contatto con il prodotto.

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Ma il contatto che abbiamo voluto raccontare è anche quello con il territorio, con la Germania e più in particolare con la cittadina di Minden da cui tutto è partito.

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Un’immagine che abbiamo poi restituito con coerenza in tutti i materiali comunicativi, con una particolare attenzione al sito internet che, pagina dopo pagina, collezione dopo collezione, racconta questi valori, rendendoli accessibili all’utente.

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Porcelaingres

Nata nel 2003 a Vetschau, in Germania, Porcelaingres produce lastre in grès porcellanato di altissima qualità. Dotata di impianti produttivi all’avanguardia e orientati ai principi della sostenibilità, l’azienda fonde gusto estetico e attenzione ai materiali e allo standard tecnico.

La nostra collaborazione con questo cliente si è concentrata in principio sul monitoraggio e analisi della brand reputation, dalla quale è scaturita una attività di digital marketing (creazione e formazione sulla gestione dei canali social), non prima di aver individuato un posizionamento distintivo di comunicazione.

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A guidare il nostro lavoro, un’altra parola chiave “dettagli”, che non a caso abbiamo tradotto in un claim originale e posizionante (“de_tiles”, con diretto riferimento al luogo e all’oggetto di produzione). Un rimando quindi alla cura dei dettagli, alla precisione e all’attenzione che caratterizzano l’attività di questa azienda tedesca.

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Anche in questo caso, quindi, siamo partiti dall’analisi e dall’ascolto per sviluppare i materiali di comunicazione e prospettare un possibile e credibile scenario futuro.

Perché l’analisi e la strategia sono alla base di ogni processo creativo.

Per maggiori informazioni sulle nostre attività, contattaci all’indirizzo: info@estrogeni.net.

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App a prova di vacanza

Estate, tempo di viaggi.

Mentre i primi fortunati villeggianti sono già alle prese con ombrelloni, creme solari e cocktail alla frutta, molti altri aspettano con trepidazione l’arrivo delle ferie e la tanto agognata partenza.

Visto il periodo, abbiamo deciso di raccogliere in questo post alcune delle app mobile che potrebbero esservi più utili in viaggio.

Che la vostra meta sia il mare, la montagna, una città d’arte o il paesello natio, ecco una serie di strumenti interessanti, che vi permetteranno di organizzare al meglio il vostro tempo e godervi ogni attimo del viaggio.

 

Le app utili per le vacenze

Le app utili per le vacenze

 

Traffico e percorsi: Waze

Un’app collaborativa, continuamente aggiornata grazie alle informazioni degli utenti: è Waze, strumento mobile di proprietà di Google, che consente di pianificare il percorso in auto e trovare la strada più breve e veloce per arrivare a destinazione.

Il segreto di quest’app? Le segnalazioni in tempo reale degli utenti, che condividono le informazioni su traffico, posti di blocco, incidenti e deviazioni obbligatorie.

L’app permette anche di sapere chi è diretto verso la vostra stessa destinazione, di collegarvi con loro tramite Facebook e (perché no?) di creare nuovi contatti.

Se avete intenzione di partire in auto, scaricate quest’app e provate le diverse funzioni che mette a disposizione.

Il viaggio filerà liscio come l’olio, parola di Waze.

 

Passatempo in volo: Flyover Country

Anche quest’anno molti di noi per le vacanze si sposteranno in aereo, evitando così i problemi di traffico ma andando incontro a un altro annoso problema: la noia.

Ci sediamo al nostro posto, allacciamo le cinture e subito veniamo invitati a spegnere o scollegare i nostri device per tutto il percorso. Non ci resta che leggere o ascoltare musica, mentre ci piacerebbe sapere quali regioni stiamo attraversando e avere informazioni utili e interessanti su questi luoghi.

Ci ha pensato l’Università del Minnesota, che ha sviluppato uno strumento dedicato ai viaggiatori in volo: è Flyover Country, l’app per iOs e Android, che dà informazioni in tempo reale sui luoghi che si stanno attraversando, dei quali segnala i punti di maggiore interesse.

L’app funziona anche in modalità aerea sfruttando il GPS: basterà indicare, prima di iniziare il volo, il punto di partenza e quello di arrivo e saranno scaricate e rese disponibili le mappe dell’intero tragitto.

Volare per credere!



Mete e eventi: Sidekix

Ok, abbiamo raggiunto la nostra meta… e ora che si fa?

Se volete essere aggiornati su tutte le attività in programma nel vostro luogo di vacanza, potete affidarvi a Sidekix, l’app che vi informa su ristoranti, locali notturni, negozi, eventi e che vi aiuta a organizzare i vostri walking tours, le passeggiate alla scoperta degli angoli più caratteristici del posto.

Attraverso l’app, infatti, potrete conoscere i locali e le attività commerciali che più vi interessano e scegliere il percorso a piedi più breve o interessante che volete percorrere per raggiungerli.

Ora non avete più scuse per restare in hotel a poltrire: zaini in spalla e date inizio alle vostre escursioni.

 

Timer solare: Lancaster

Se invece non siete tipi da escursione, ma preferite la spiaggia abbiamo l’app adatta a voi: è il timer solare di Lancaster, che vi permetterà di pianificare al meglio i tempi di esposizione al sole per avere un’abbronzatura perfetta, evitando scottature e altri problemi alla pelle.

Per ottenere le informazioni personalizzate, dovrete indicare il luogo in cui vi trovate, le caratteristiche della vostra pelle e il livello di protezione solare scelto: l’applicazione stimerà il tempo di esposizione ideale per voi e vi avviserà quando è il momento di riapplicare la protezione.

Insomma: niente più scottature, in totale tranquillità!

 

Per i più piccoli: Art Stories

Viaggiate in compagnia dei vostri bambini? Niente paura: abbiamo l’app ideale anche per i giovani esploratori.

Si chiama Art Stories Città ed è stata sviluppata apposta per permettere ai vostri bambini di conoscere città lontane, scoprendone la storia e i luoghi più significativi.

Completando gli skyline, i vostri piccoli potranno scoprire la storia e le caratteristiche di alcuni luoghi simbolo delle città esplorate: cosa succede in certe aree, quanto vecchi o alti sono gli edifici, chi li ha costruiti e perché.

E dopo aver completato tutte le città, potranno immergersi in uno skyline ideale, che raccoglie alcuni degli elementi scoperti lungo il viaggio.

A questo punto non ci resta che augurarvi buon viaggio. Noi saremo in ferie per un po’, ci rivediamo al rientro, più carichi di prima.

Buone vacanze.

Con l’aiuto delle app giuste, ovviamente.

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E-commerce: istruzioni per l’uso

 

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Negli ultimi mesi abbiamo avuto l’opportunità di realizzare per alcuni clienti dei nuovi portali e-commerce, di cui abbiamo seguito tutte le fasi di progettazione e realizzazione.

Dalla definizione dell’architettura all’organizzazione dei contenuti, fino all’ottimizzazione in chiave SEO: il nostro obiettivo è stato in tutti i casi realizzare degli e-shop che fossero funzionali e allo stesso tempo user-friendly.

Design originale e accattivante, ottimizzazione mobile, customizzazione e aggiornabilità dei contenuti: ognuno con il suo stile e le sue caratteristiche, i nuovi portali sono studiati per offrire all’utente la migliore esperienza di navigazione possibile e all’azienda il maggior grado di personalizzazione.

Il primo, importante, passaggio è stato individuare la piattaforma più adatta alla realizzazione dei portali.
Dopo un’attenta analisi, la nostra scelta è ricaduta su Woocommerce, il plugin CMS per l’e-commerce messo a disposizione da WordPress, che ci è sembrato la piattaforma più adatta per una serie di motivi:

    • innanzitutto per la semplicità di gestione, che permette di inserire nuovi prodotti in totale autonomia e senza dover ricorrere a uno sviluppatore;

 

    • in secondo luogo per le elevate possibilità di customizzazione messe a disposizione, che permettono di scegliere il layout e le opzioni di acquisto e pagamento più consone;

 

  • infine per la possibilità di ottimizzare in modo efficace i contenuti in ottica SEO.

Scelta la piattaforma, abbiamo quindi progettato in ogni aspetto i nuovi portali, studiando il settore di appartenenza delle aziende e le caratteristiche del prodotto offerto.

Spazio alla personalizzazione

ByBrand

ByBrand.it è la piattaforma che permette di creare e acquistare online gadget personalizzati: dalle t-shirt alle shopper, dagli articoli da ufficio a quelli per la casa e molto altro ancora.

L’esperienza di navigazione è piacevole e molto intuitiva: scegli, personalizzi e ordini.

ByBrand
La piattaforma mette a disposizione un set di immagini da applicare al gadget o al capo di abbigliamento, ma l’utente può anche decidere di inserire un logo aziendale, una foto, una grafica o qualsiasi altra immagine.

Quali sono i plus che Bybrand offre rispetto ad altri e-commerce? Vediamoli brevemente:

    • non è necessario creare un account, puoi scegliere se memorizzare i tuoi dati di acquisto nella piattaforma o cancellarli al termine dell’operazione;

 

    • oltre al peso reale del prodotto viene calcolato il peso volumetrico, che permette di stimare le spese di spedizione in modo molto più corretto. Il costo totale viene infatti calcolato in base al peso dell’intero collo che sarà spedito;

 

  • è possibile scattare una foto mentre si naviga e applicarla direttamente sull’oggetto che si sta ordinando.

Il sito è totalmente mobile responsive e permette quindi di costruire e acquistare il proprio gadget facilmente anche da smartphone.

Abbiamo inoltre curato l’ottimizzazione in chiave SEO del sito e fornito al cliente la formazione per l’inserimento di nuovi contenuti ottimizzati.

Il risultato?

Nei primi 6 mesi di “vita”, l’e-commerce conta oltre 3.000 pagine indicizzate su Google: un valore molto elevato per un sito così giovane.

Eleganza extravergine

Tamìa & Coricelli

Oli pregiatissimi dal gusto e dalle proprietà inconfondibili, prodotti da due eccellenze del Made in Italy: stiamo parlando di Tamìa e Pietro Coricelli, due aziende che partendo rispettivamente dalla Tuscia e dell’Umbria hanno reso i loro prodotti celebri in tutto il mondo.

Nel costruire gli e-commerce per queste due aziende abbiamo destinato grande cura e attenzione alla scelta del tema e agli aspetti di design.

Per l’olio Tamìa abbiamo scelto un layout elegante, che rispecchiasse e mettesse in evidenza le caratteristiche del packaging del prodotto.

Tamìa olio

Senza tralasciare, però, gli aspetti più funzionali, come l’esperienza di navigazione e l’usabilità da mobile. Tra le funzioni più utili introdotte, c’è la possibilità di chattare in tempo reale con il servizio clienti e chiedere informazioni sui prodotti, sulla spedizione o sui metodi di pagamento.
Altra eccellenza altro e-commerce: stiamo parlando di Pietro Coricelli, per cui abbiamo realizzato una piattaforma e-commerce in italiano e in inglese.

In questo caso abbiamo dato molto spazio alle immagini, lasciando a queste ultime il compito di raccontare i prodotti e le loro caratteristiche come se fossero delle “storie di famiglia”, il format narrativo voluto da Coricelli e diffuso sui propri canali.

Il sito, online da poche settimane, ha visto crescere in modo molto rapido il numero di pagine indicizzate su Google e, grazie anche al sostegno di una campagna di Search Engine Marketing che abbiamo progettato e lanciato con AdWords, ha già ottenuto un numero molto elevato di visite.

Pietro Coricelli

 

Un prelibato restyling

Viva Dolce

Restiamo a tavola, ma passando direttamente al dessert.

Viva Dolce è un’azienda campana che da più di 20 anni produce dolci e snack surgelati di altissima qualità, rispettando le antiche tradizioni della pasticceria napoletana. Ma con un occhio al futuro, come dimostra la scelta di lanciare una linea di prodotti interamente dedicata ai vegani.

Per questa azienda abbiamo progettato e sviluppato il nuovo portale online, di cui abbiamo curato con particolare attenzione tutti gli aspetti grafici, dalla scelta del layout più adatto alla realizzazione delle creatività.

Dalla home alle pagine interne allo shop, le immagini e i testi accompagnano il visitatore alla scoperta di Viva Dolce, stuzzicandone l’interesse e facendo leva sul gusto e sulla genuinità dei prodotti offerti.

Il progetto si inserisce in una linea di collaborazione ormai decennale con l’azienda, di cui abbiamo curato l’immagine coordinata e il posizionamento e per la quale avevamo già realizzato qualche anno fa il sito.

E ci aspettiamo anche questa volta di aver trovato il giusto equilibrio tra semplicità di fruizione e impatto visivo, che permetta a chi accede al sito di intuire o riscoprire tutto il gusto dei prodotti Viva Dolce.

Ingrana la SEO

Giolitti

Giolitti è tra i principali fornitori italiani di ricambi per auto d’epoca, prodotte in Italia tra gli anni ’30 e gli anni ’70.

Per quest’azienda abbiamo realizzato un e-commerce dalla struttura molto intuitiva, costruito in modo da rendere i contenuti accessibili velocemente, con pochissimi passaggi.

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Dalla homepage è possibile infatti accedere a tutte le sezioni del sito, visualizzare le anteprime dei prodotti più richiesti e passare all’acquisto con un solo clic.

Divisi per azienda automobilistica, i prodotti possono essere individuati direttamente nel motore interno di ricerca o “navigati” per fasce di prezzo.

Attraverso l’opzione quick view, inoltre, è possibile visualizzare un’anteprima del prodotto selezionato, che può essere direttamente aggiunto al carrello senza dover prima passare per la sezione shop.

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Grazie a un accurato lavoro di ottimizzazione SEO e alla formazione offerta al cliente, da aprile a oggi il sito conta oltre 3.200 pagine indicizzate su Google e ha acquisito un interessante volume di traffico organico, tanto da diventare un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati di auto d’epoca.

E la crescita del fatturato, legata anche a questa maggiore visibilità sui motori di ricerca, non è trascurabile: nei mesi successivi alla messa online del nuovo sito, il valore delle vendite dirette (in cui cioè l’acquisto viene finalizzato all’interno del portale) è salito del 1.250% rispetto ai valori ottenuti con il sito precedente. Stesso discorso vale per le vendite indirette (con acquisto non concluso nello shop online) che negli ultimi mesi sono salite del 1.150%, un valore non a caso molto simile a quello delle vendite dirette.

Cinque casi di successo, quindi, che ci confermano ancora una volta quanto sia importante analizzare le esigenze degli utenti web, immaginandone e anticipandone i comportamenti.

Questa per noi è la strada giusta per immaginare dei prodotti di comunicazione digitale, in particolare se si tratta di portali e-commerce.

 

Per maggiori informazioni potete scriverci all’indirizzo: info@estrogeni.net

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Se una mattina d’estate un viaggiatore

Sabato mattina, stazione centrale di una grande città.
Giovani sta rientrando a casa dalla sua famiglia, dopo aver trascorso alcuni giorni fuori città per lavoro. Il suo treno (Intercity? Alta velocità?) sta entrando in stazione, così approfitta degli ultimi minuti di viaggio per dare un’occhiata al suo Facebook.

Laura ha cambiato la sua foto profilo (in questa più recente è al parco con i suoi due bambini). Paolo condivide il suo ennesimo post polemico contro uno dei candidati alle comunali. E poi c’è un post sponsorizzato. Uno dei tanti, certo. Solo che questo sa di zucchero a velo e ha la fragranza della pasta frolla appena sfornata.

Giovanni lo legge, commenta. Passo a fare delle commissioni – promette – e poi ritorno in stazione, al punto vendita. Lo dice e lo fa: arriva in negozio, assaggia, resta colpito, acquista. Commenta di nuovo, entusiasta, con la lista delle leccornie gustate e con i suoi più sinceri complimenti.

Il post in questione è uno di quelli che abbiamo creato per un nostro cliente in ambito food, a cui abbiamo proposto di lanciare una Campagna Facebook geolocalizzata nel weekend.
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La scelta della foto è importante, dobbiamo subito attirare l’attenzione dei viaggiatori social. Il testo: accattivante ma anche esplicativo. La nostra attenzione si concentra però in questo più che in altri casi sul pubblico: decidiamo di raggiungere, attraverso le recenti possibilità di targettizzazione messe a disposizione da Facebook, i viaggiatori che orbitano intorno alla stazione centrale.

Le persone raggiunte potrebbero essere in numero inferiore rispetto al solito e i profili individuati meno targettizzabili per interessi e comportamenti d’acquisto. Ma decidiamo di correre il rischio perché crediamo nella qualità prodotto e nell’efficacia del nostro messaggio.

I risultati?

A footfall costante rispetto alla settimana precedente, nella sola giornata di sabato, primo giorno di sponsorizzazione, il fatturato del nostro cliente è salito del 63%, mentre il giorno successivo l’incremento è stato del 27%. Gli effetti si sono prolungati al lunedì, ieri, quando abbiamo registrato il picco in termini di fatturato assoluto, con una crescita del 71%.

Dal punto di vista del reach e delle interazioni, considerando unicamente i risultati organici e tralasciando quelli ottenuti a pagamento, il post ha raggiunto un pubblico più vasto del 170% rispetto a quello dei post precedenti, mentre il numero di like e condivisioni è salito di oltre il 400% e di quasi il 120% rispettivamente.

Il dato complessivo è decisamente interessante, soprattutto se si pensa al fatto che il budget impiegato è stato piuttosto contenuto. Ma la capacità di far arrivare il giusto messaggio alle persone giuste nel momento giusto stavolta ha premiato.

E crediamo che proprio questo possa essere l’elemento distintivo del web marketing di qualità.

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Quando i pixel si fanno arte

QUANDO I PIXEL SI FANNO ARTE

Qualche settimana fa Google ha presentato sul suo blog la Art Camera, la fotocamera sviluppata dal Google Cultural Institute che consente di digitalizzare le opere d’arte con la tecnologia dei gigapixel a un ritmo senza precedenti.

La camera di Google è infatti dotata di un laser che permette di guidare la messa a fuoco dell’immagine, di un sonar con suoni ad alta frequenza che misura la distanza dell’opera d’arte e di un accelerometro per rilevare le vibrazioni e stabilizzare l’immagine ottenuta.

Grazie a questa sofisticata tecnologia, la Art Camera permette di ottenere delle immagini in altissima risoluzione, dando la possibilità all’utente di zoomare un numero incredibilmente elevato di volte e osservare ogni più piccolo particolare dell’opera.

Il risultato ottenuto è stupefacente: entrando sempre più nel dettaglio si è capaci di osservare le più piccole variazioni di colore, di percepire l’intensità della pennellata, la consistenza materica della tela.

Una risorsa, questa offerta da Google, estremamente utile per studiosi e appassionati di arte, che possono analizzare nel dettaglio e apprezzare il lavoro di pittori di fama internazionale senza dover viaggiare in tutto il mondo. Grazie alla nuova tecnologia dei gigapixel, inoltre, il Google Cultural Institute ha notevolmente velocizzato il processo di digitalizzazione ed è oggi in grado di condividere oltre mille immagini di opere di artisti come Pissarro, Van Gogh, Rembrandt, Monet e molti altri.

Ma il Google Cultural Institute non è il solo ad aver compreso l’importanza della digitalizzazione delle opere d’arte.

Diverse istituzioni di fama mondiale hanno infatti intrapreso lo stesso percorso, digitalizzando sui propri portali online le proprie collezioni d’arte: dallo Smithsonian Museum di Washington DC al Rijksmuseum di Amsterdam, dal Museum of Modern Art di New York al  National Gallery of Art, che ha di recente reso disponibili gli scatti del fotografo svizzero Robert Frank.

E l’Italia, con il suo imponente patrimonio culturale e artistico, non poteva restare indietro: tanti sono infatti i progetti e le collaborazioni internazionali che, da qui a pochi anni, renderanno disponibili in altissima risoluzione le immagini delle nostre istituzioni.

Primo tra tutti il progetto di digitalizzazione in 3D delle collezioni degli Uffizi di Firenze, sviluppato grazie ad un accordo di collaborazione internazionale con l’Università dell’Indiana.

Presentato pochi giorni fa in conferenza stampa a Firenze, il progetto prevede la digitalizzazione di 1.260 opere d’arte degli Uffizi, tra sculture, are e sarcofagi.

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Altrettanto importante sarà il progetto, di cui si sta parlando proprio in questi giorni, che prevede la digitalizzazione dell’intero patrimonio artistico dei Musei Vaticani, che coinvolegerà un gruppo di lavoro internazionale formato da 35 esperti di arte di fama internazionale e guru di Silicon Valley, da Google a Facebook e Instagram.

Oltre a rendere accessibili da casa opere esposte nei musei di tutto il mondo, la digitalizzazione avrà un secondo importante effetto benefico: renderà visibili i lavori nascosti nei depositi dei musei attualmente non accessibili ai visitatori.

Secondo una recente ricerca della rivista Quartz, infatti, i grandi musei espongono circa il 5 per cento della loro collezione, relegando nei depositi il resto del proprio patrimonio artistico.

E se per alcuni artisti come Claude Monet, la percentuale di opere esposte supera quella dei lavori nascosti nei dopositi, per molti altri non è così: emblematico in questo senso è il caso di Egon Schiele, l’artista austriaco che ha influenzato il movimento espressionista, i cui lavori non sono per ora esposti in nessuno dei musei analizzati.

Una perdita pesantissima per gli studiosi e gli appassionati d’arte di tutto il mondo.

Speriamo quindi di poter ammirare presto online in alta risoluzione i lavori di Schiele e degli altri artisti trascurati dalle istituzioni culturali. E, con questa speranza, vi lasciamo con l’immagine di una delle sue opere più celebri: il suo autoritratto con alchechengi, composto nel 1912 con il suo stile caratterizzato da linee spezzate e nervose, forme ridotte al minimo e accesi contrasti di colore.

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La gaia scienza al tempo dei social

 

“La sfera della conoscenza deve essere unita a quella della gioia.”

Friedrich Nietzsche

LA GAIA SCIENZA

Qualche settimana fa Simone Cosimi in un articolo pubblicato su Repubblica ha parlato del crescente interesse che i temi scientifici riscuotono sui social network.

 

Gli utenti dei social – ha sottolineato il giornalista – condividono con sempre maggiore frequenza contenuti di carattere scientifico, mostrando interesse sia per i temi più prossimi alla loro vita personale (come le notizie relative alla ricerca medica) che per quelli apparentemente più distanti e non direttamente collegati al quotidiano. Un esempio su tutti: il video condiviso qualche settimana fa dall’astronauta e medico Scott Parazynski dedicato agli effetti dei viaggi spaziali sul corpo umano, che in pochissimo tempo ha superato le 225.000 visualizzazioni.

 

 

Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno?

 

A determinare questo crescente interesse per le scienze c’è sicuramente un maggiore bisogno informativo da parte degli utenti dei social: vivendo in un mondo altamente tecnologizzato e nel quale lo sviluppo scientifico è sempre più rapido, sentiamo più forte la necessità di essere aggiornati e i social, lo sappiamo ormai da tempo, stanno diventando il canale privilegiato in cui reperire le informazioni.

 

La scelta di privilegiare contenuti di carattere scientifico su questi canali, inoltre, può essere collegata al tema della self presentation: con i post che condividiamo forniamo agli altri e a noi stessi un’immagine di ciò che siamo, definiamo la nostra identità e costruiamo delle relazioni sociali. Mostrando apprezzamento per contenuti scientifici vogliamo dare ai nostri collegamenti un’immagine di noi stessi impegnata e informata.

 

I social media, del resto, forniscono alle riviste e ai divulgatori strumenti che permettono di rendere più accessibili e coinvolgenti gli studi scientifici: video, infografiche e foto riescono infatti a mostrare in modo semplice e accattivante ciò che potrebbe apparire noioso o eccessivamente complesso se spiegato soltanto con le parole.
[bctt tweet=”È in atto una vera e propria rivoluzione copernicana del linguaggio scientifico” username=”Estrogeni”]

Chi si occupa di comunicazione scientifica ha infatti compreso le potenzialità dei social e crea i propri contenuti usando il linguaggio sintetico e semplificato tipico di questi canali per poter raggiungere audience sempre più vaste.

 

 

Le Best Practice italiane

Tanti sono gli istituti, le riviste, e i ricercatori italiani che fanno un uso consapevole dei social e sfruttano appieno le possibilità di questi canali.

Possiamo citare a titolo di esempio i video divulgativi prodotti e condivisi dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha all’attivo più di 20.000 fan su Facebook e più di 76.000 follower su Twitter, dedicati alle missioni scientifiche di esplorazione del sistema solare, che raccolgono grande consenso sia su Youtube che sugli atri social.

 

Ma è interessante anche l’uso di contenuti grafici che fa l’account Twitter di MSD salute per annuciare ai propri follower l’apertura del canale Periscope dell’agenzia.

 

I nuovi canali disponibili e le app di messaggistica (Snapchat, Whatsupp, Telegram) riescono a dare ulteriore slancio comunicativo alla scienza, rendendo più veloce e immediato il passaggio di informazioni e offrendo agli utenti iscritti la possibilità di essere attivi produttori di informazioni, inviando i propri contenuti (video, foto e altro) alle redazioni.

 

Questo fenomeno ha fatto sì che alcuni volti noti del mondo delle scienze e della ricerca diventassero delle vere e proprie celebrities: basti pensare, oltre ai casi di Piero Angela ed Edoardo Boncinelli, già noti al pubblico da diverso tempo, al recente successo mediatico di Samantha Cristoforetti, protagonista indiscussa del web e ospite ricercatissima delle trasmissioni televisive, che su Twitter è seguita da oltre 665.000 persone.

 

 

I limiti della scienza social

Ma la grande popolarità della scienza sui social nasconde anche alcuni limiti e insidie.

In primo luogo, un’eccessiva semplificazione di temi di natura complessa come quelli scientifici può essere rischiosa, perché può portare alla diffusione di messaggi non corretti.

 

Un altro limite poi è dato dal fatto che gli utenti online preferiscono rinforzare le proprie credenze più che formarsene delle nuove. Secondo alcuni studi, infatti, gli utenti tendono a condividere le notizie che confermano quanto già sanno ed escludono le informazioni che possono contraddire le loro convinzioni.

 

È il cosiddetto “pregiudizio della conferma” di cui ha parlato recentemente il ricercatore Walter Quattrociocchi.
Questo meccanismo, secondo i ricercatori, favorirebbe la rapida circolazione di bufale scientifiche e teorie complottiste che possono portare a dei fenomeni anche piuttosto gravi di disinformazione.

 

Quindi?

[bctt tweet=”Parliamo sì di scienza sui social, ma facciamolo con estrema attenzione e valutando sempre le fonti.” username=”Estrogeni”]

 

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Nuove frontiere del lavoro. Il nostro intervento all’Università Europea di Roma

Mercoledì 11 maggio saremo all’Università Europea di Roma, per partecipare a una conferenza dal titolo: “Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network”, nella quale interverranno Marco Di Lullo e Davide Magini.

All’interno del convegno, docenti, ricercatori e professionisti affronteranno da vari punti di vista il tema del lavoro ai tempi dei social network. Nello specifico si parlerà di work-life balance, smart working, telelavoro, gestione dello stress lavoro correlato, corporate communities, talent retention.

Quali sono gli elementi che producono una maggiore o minore produttività sul lavoro? Come cambia il contesto professionale con lo sviluppo di nuove tecnologie e quali sono gli effetti di questi cambiamenti sul nostro modo di lavorare? Quali sono le skills organizzative e relazionali che i nuovi manager devono possedere?

Nel corso del convegno i relatori daranno risposta a questi e ad altri quesiti, mettendo in campo la loro esperienza sul tema.
Di seguito tutti i dettagli dell’iniziativa.

Stress lavoro e benessere nell’era social

I nostri contributi, nello specifico, si focalizzeranno sulle nuove forme di aggregazione online e sulla percezione dello stress e del lavoro sui social netwok.

Nel suo intervento Marco affronterà il tema delle communities aziendali e dei loro più recenti sviluppi, mentre Davide presenterà la ricerca “Stress, tempo e lavoro: le percezioni degli italiani attraverso un’analisi di sentiment online“.

Entrambi i contributi sono stati pubblicati nel volume “Stress, lavoro e benessere nell’era dei social network. Linee di pensiero e d’azione”, per la collana “Scienze e Tecniche Psico-sociali per il Lavoro, l’Impresa e le Organizzazioni” della Franco Angeli, che sarà presentato nel corso della conferenza.

Qui un breve approfondimento sul nostro contributo.

Chi volesse partecipare è pregato di inviare una mail di conferma a info@estrogeni.net.

A questo link trovate invece l’evento completo, con le informazioni sulla sede.