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Agostino

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300 173 Agostino

Le confessioni del prof non sono più un segreto

Era appena cominciata l’estate di un anno fa, quando il professor Contessi ci raccontava, in questa lunga intervista, i problemi e le verità inconfessabili che nessuno voleva ascoltare e soprattutto affrontare, per migliorare la qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica.
Oggi queste confessioni sono diventate un libro dal titolo “Scuola di classe”, e Roberto Contessi in persona lo presenterà nei prossimi giorni in due librerie romane.
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Per chi volesse partecipare, gli appuntamenti sono:

mercoledì 16 novembre ore 18.00

laFeltrinelli

via Vittorio Emanuele Orlando (Piazza Esedra)

con la partecipazione del prof. Tullio De Mauro e Marco Panara (La Repubblica)

venerdì 02 dicembre ore 18.00

Libreria Koob

via Luigi Poletti 2 (Piazza Mancini)
A questo link è possibile scaricare la recensione del libro di Roberto Contessi pubblicata sul quotidiano Il Corriere della Sera.

Qui il video in cui il prof. Contessi presenta il suo libro:

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1024 576 Agostino

Deadpool: l'infografica di un successo

Negli ultimi tre mesi abbiamo avuto il piacere di lavorare sul film dedicato al più ironico personaggio dell’universo Marvel: si tratta di Deadpool, l’irriverente “Mercenario Chiacchierone” dotato di poteri sovrumani e di uno spiccato senso dell’umorismo.

Il film, uscito nelle nostre sale lo scorso 18 febbraio, è un vero concentrato di azione e ironia ed è riuscito a convincere sia la stampa che gli appassionati del genere cinecomic, ottenendo ottimi risultati al Box Office.


Abbiamo voluto raccontare il risultato del nostro lavoro in questa infografica, che riporta alcuni dei numeri di questo enorme successo targato 20th Century Fox

E in attesa che arrivi nelle sale Deadpool 2 ci auguriamo che il film continui a registrare questo grande successo!


Deadpool

 

Agostino

And the best movie award 2016 goes to…

We see three candidates very close for Best movie award 2016: the last Iñárritu, the movie with DiCaprio, and The Revenant.



These are the insights coming from our sentiment analysis, which we carried out on Twitter, on the English-language tweets about hashtag #oscarnoms, from 14 to 18 January.



In recent years, in 2014 and in 2015, we correctly predicted the winner. We applied the same methodology to 2016, and surprisingly the ultimate indication is rather univocal.


But first things first. We started as usual from the quantitative analysis, or the number of unique tweet related to each film. The Revenant wins hands down, and all the other films  are far behind.


Share of voice - film candidati agli Oscar 2016

Even on the sentiment side, on a scale from 0 to 100, the indication is still univocal in favor of The Revenant.


Sentiment - film candidati agli Oscar 2016

 

If we merge the share of voice and the sentiment, we get a Brandiment® map.



The positioning of the movies ON THE MAP shows even more clearly that The Revenant is definitely the favourite.



Mappa Brandiment - Film candidati agli Oscar 2016

 

Finally, we added the Box Office USA (source: IMDB), represented in the map with the size of the bubble.

Mappa Brandiment 2 - Film candidati agli Oscar 2016

And: wow! The Revenant is not only the film with better sentiment and share of voice, but it is also among the films that have grossed more.


A little surprising, The Big Short does not stand out in any of the examined parameters, and, together with the other movies colored in yellow, it is not among our favorites.


So, here our final victory percentages:


Room 5%: discreetly positioned, but also with the lowest BO in the lot, and distributed by a small production company (lacking the lobbying capacity of big Studios).


Spotlight 10%:  good values of share of voice and sentiment, the only one with Room and The Revenant to exceed 80 points of sentiment.


The Revenant 85%: absolutely solid on all parameters examined, with important confirmations that come from awards before the Oscars.


These are our predictions, what do you think? In a few days, we’ll see!



 

Agostino

And the best movie award 2016 goes to…

Per l’Oscar a miglior film del 2016 siamo molto indecisi tra tre candidature: l’ultimo di Iñárritu, il film in cui recita Di Caprio, e The Revenant.


Queste le indicazioni che provengono dall’analisi del sentiment, che abbiamo effettuato su Twitter, sui tweet in lingua inglese in merito all’hashtag #oscarnoms, nei giorni dal 14 al 18 gennaio.



Negli scorsi anni, nel 2014 e nel 2015, abbiamo predetto correttamente il vincitore. Abbiamo applicato al 2016 la stessa metodologia, e sorprendentemente l’indicazione finale appare piuttosto univoca.



Ma andiamo con ordine. Partiamo come di consueto dal dato quantitativo, ovvero dal numero di tweet unici per film. Stravince The Revenant, molto indietro tutti gli altri film.


Share of voice - film candidati agli Oscar 2016

Anche lato sentiment, su una scala da 0 a 100, l’indicazione è ancora una volta univoca a favore di The Revenant, che sfiora il punteggio altissimo di 90.


Sentiment - film candidati agli Oscar 2016


Se incrociamo i dati di share of voice e sentiment, otteniamo una mappa Brandiment®.


Il posizionamento dei vari film mostra in maniera ancora più evidente il favore che il sentiment degli utenti Twitter americani accorda a The Revenant.


Mappa Brandiment - Film candidati agli Oscar 2016


Aggiungiamo infine il Box Office USA (fonte: IMDB), rappresentandolo con le dimensioni della bolla.

Mappa Brandiment 2 - Film candidati agli Oscar 2016

The Revenant non solo è il film con miglior sentiment e share of voice, ma è anche tra i film che hanno incassato di più in assoluto.


Un po’ a sorpresa, The Big Short non spicca in nessuno dei parametri esaminati, e, insieme agli altri film colorati in giallo, non rientra tra i favoriti secondo il nostro parere.


Ecco quindi le nostre percentuali finali di vittoria:


Room 5%: discretamente posizionato, ha però gli incassi più bassi del lotto, ed è distribuito da una piccola casa di produzione  (priva delle capacità di lobbying dei grossi Studios).


Spotlight 10%: buoni valori di share of voice e sentiment, unico insieme a Room e The Revenant a superare il valore 80 di sentiment.


The Revenant 85%: assolutamente solido su tutti i parametri esaminati, con importanti conferme che giungono dai premi precedenti agli Oscar.


Queste le nostre predictions, voi che ne dite? Tra pochi giorni, we’ll see!


Agostino

Lo scandalo dell’extra vergine: la gestione della crisi da parte dei brand e le percezioni dei consumatori

Il 10 novembre 2015 le aziende Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin) sono state iscritte nel registro degli indagati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello di Torino, con l’accusa di frode in commercio.


L’ipotesi di reato è di avere venduto bottiglie di olio di qualità inferiore come olio extravergine di oliva, risparmiando quindi nel processo di produzione.


Per valutare le reazioni del pubblico a questa notizia, abbiamo monitorato i commenti sulle pagine Facebook dei brand, effettuando un confronto tra il sentiment prima dello scoppio dello scandalo con il sentiment nei giorni successivi. I dati rilevati sono stati poi normalizzati su una scala da 0 (sentiment completamente negativo) a 100 (sentiment completamente positivo).


La situazione nel mese precedente allo scandalo è piuttosto positiva per tutti i brand:


Olio oliva

Cosa accade nei giorni dal 10 al 20 novembre? Per tutti i brand analizzati, è stato registrato un evidente calo dell’indice di sentiment, con oscillazioni più o meno forti. In particolare, i marchi Carapelli e Bertolli sembrano quelli maggiormente colpiti dallo scandalo:


Olio oliva scandalo

Cerchiamo di capirne di più, a partire dalle strategie adottate da ciascun brand.


Carapelli non ha una gestione attiva della pagina Facebook, ed ha ricevuto forti critiche su una pagina non aggiornata e tra l’altro dedicata al mercato USA. L’assenza di qualunque dichiarazione ha probabilmente peggiorato il sentiment degli utenti.



Al contrario Bertolli ha effettuato un comunicato ufficiale su Facebook, il 12 novembre, ben due giorni dopo le prime notizie sul tema, ed ha probabilmente pagato questo ritardo.



Chi è andata meglio? Fra le aziende toccate dall’inchiesta, la Pietro Coricelli è stata la prima a diramare un comunicato su Facebook, e non a caso è quella che perde meno in termini di sentiment (esclusi i brand di controllo Monini e Fratelli Carli, che pur non toccati dall’inchiesta hanno comunque registrato un calo).



I dati di sentiment ci dicono quindi che una gestione ottimale della crisi si caratterizza per tempestività e chiarezza nell’intervento, non sottovalutando nessun canale gestito. Ciò è vero in particolare per i social network, sempre più il punto di contatto immediato per critiche (o apprezzamenti) verso i brand.


Agostino

Donare è social!

Per conto di un nuovo cliente del settore no profit stiamo svolgendo uno studio di posizionamento (di cui forse un giorno vi racconteremo).


Il punto di partenza è stata un’analisi ad ampio raggio su vari dati disponibili sul web. Tra i vari aspetti esaminati, abbiamo indagato se esistano delle correlazioni tra la visibilità su Facebook, espressa dal numero dei fan ad oggi, e le donazioni del 5 per mille, sulla base dell’ultimo dato disponibile (2013, Agenzia delle Entrate). Confrontiamo quindi periodi differenti (anche se le donazioni hanno un “ritardo” di un anno rispetto alla competenza contabile). Inoltre, una volta trovata una eventuale correlazione, rimane da dimostrare che sia la numerosità dei fan Facebook ad influenzare le donazioni, e non la notorietà pregressa di un ente che genera contemporaneamente più donazioni e più like.


Con le dovute accortezze metodologiche, vediamo quindi cosa dicono i dati.


Donazioni onlus e social


Sono solo moderate le correlazioni tra i primi 10 enti per raccolta di donazioni e il loro numero di fan su Facebook. In particolare, un ente storico come l’AIRC, che da 50 anni lotta “con coraggio” contro il Cancro, ha meno fan di soggetti più giovani e “aggressivi” nella comunicazione, come Emergency e Medici Senza Frontiere. Ma grazie alla sedimentazione storica dei rapporti con i donatori, AIRC stacca nettamente tutti gli altri enti e fondazioni sulla raccolta del 5 per mille.


Ricerca scientifica e social


Restringendo il campo di analisi, il quadro si fa più interessante. Per gli enti di ricerca scientifica, sia la correlazione che la regressione lineare indicano che le variabili sono piuttosto dipendenti l’una dall’altra. Fa eccezione la Fondazione Veronesi, che probabilmente guadagna più in termini di visibilità complessiva (fan) dalle attività del suo fondatore che non in termini di donazioni vere e proprie. C’è anche da dire che molte donazioni afferiscono anche all’istituto Europeo di Oncologia, qui non rappresentato, che fa riferimento sempre alla figura di Umberto Veronesi.


Ricerca Huntington e social

Concentriamoci infine sulle donazioni sui soli enti che fanno ricerca/ assistenza per i malati di una rara malattia neurodegenerativa, la Corea di Huntington: la correlazione, e la regressione lineare appaiono ancora più forti. In linea di massima, le donazioni sono più elevate per chi raccoglie più fan su Facebook. Con tutte le accortezze metodologiche specificate in premessa, i dati sembrano quindi indicare che tanto più è specifico il tema (generale —> ricerca —> ricerca huntington), tanto maggiore sembra essere la correlazione con le attività social.



Donare è quindi “social”? Senza arrivare a certezze conclusive, è pur vero che sui Social si lavora di visibilità, e per le onlus, di testimonianze di impegno e di cura. Una stessa persona può seguire su Facebook varie fondazioni e onlus, e la sua scelta può sicuramente essere orientata anche da ciò che legge e da ciò che attrae maggiormente il suo interesse e la sua sensibilità.



Agostino

Il sentiment dell’automotive

Si allargano le collaborazioni di Estrogeni in ambito sentiment analysis: dopo entertainment e digital banking, moda e telecomunicazioni, avviamo le attività anche nell’ambito dell’automotive, in collaborazione con FIAT GROUP’S WORLD, blog non ufficiale su Fiat Chrysler Automobiles su trend mondiali, market research and data analysis.


Il primo studio riguarda il recente restyling della Lancia Ypsilon, lanciato al Salone di Francoforte 2015. Reazioni contrastanti, come spesso avviene al lancio di un nuovo prodotto automobilistico, capace di suscitare reazioni fortemente polarizzate. Qui il link all’articolo (in inglese): http://goo.gl/vSKciM; qui invece lo studio completo su Slideshare: http://goo.gl/RisWZK.


lancia -ypsilon -restyling

Il secondo studio è sul tema del momento, il DieselGate Volkswagen: http://goo.gl/6qWdbV. Sorprendenti i dati rilevati, che indicano come la reazione dei fan Volkswagen sembra volgere al positivo dopo i comunicati ufficiali Vw, in particolare negli USA.


Photo Credits: automoto.it


Agostino

Voice Over – il digital banking visto da vicino – settembre 2015

Voice Over è un servizio di misurazione della visibilità sui social network per brand e servizi, che oggi applichiamo nuovamente al settore bancario, dopo la pubblicazione dell’indagine su agosto.


Partiamo sempre dall’analisi della visibilità complessiva su settembre, registrata sulle pagine Facebook di sette tra i principali operatori del settore, e dai tassi di interazione, calcolati in rapporto ai fan totali delle pagine.


Ai primi posti si confermano ING Direct e CheBanca!, mentre sale al terzo posto Fineco, e arretra Banca Mediolanum.


Digital Banking_Voice Over 1

Sempre Fineco fa registrare il miglior tasso di interazione, staccando nettamente gli altri, nonostante la crescita di CheBanca! e la buona performance di ING Direct e Webank.


Digital banking interazione

Il terzo e decisivo elemento di valutazione è naturalmente il sentiment, che analizziamo con analisti ancor prima che con software, con un’accuratezza quindi molto elevata. I valori rilevati sono espressi con un indice sintetico di sentiment da 0 (negativo) a 100 (positivo).


I brand leader come visibilità, lo sono anche nell’apprezzamento dei clienti? Sì e no.


Fineco è al primo posto: nonostante una leggera diminuzione dell’apprezzamento, approfitta del maggiore calo di Banca Mediolanum (che era prima ad agosto).


Widiba migliora il sentiment e sale al secondo posto (era terza). Lo stesso per CheBanca!, che si porta al quarto posto ed entra in area positiva (espressa dal verde chiaro).


È ING Direct invece ad essere un leader di visibilità con sentiment …dai piedi d’argilla! Commenti molto negativi per la banca che ha avuto difficoltà nell’accredito degli stipendi, puntualmente registrati nella nostra analisi, e che la fanno sprofondare su valori molto lontani da una sufficienza.


Digital banking sentiment

Per avere un quadro ancora più completo, l’analisi può essere estesa agli Store di app online. Si tratta di un asset che pesa sempre di più per la valutazione di una banca digitale. Per saperne di più, scriveteci a voiceover@estrogeni.net.


Agostino

Wide Experience Brand

La letteratura e la dialettica intorno al web si sono concentrate per anni, dapprima, sull’importanza del contenitore (piattaforma, struttura, design), quindi sulla centralità del contenuto, spesso trascurando quanto la relazione tra l’uno e altro incida sulla fruizione da parte degli utenti. Quella che, tecnicamente, siamo soliti definire user experience.

C’è un terzo pilastro che, secondo noi, assume centralità nelle strategie di marketing, intese in senso lato (prodotto, vendita, customer service, studio dei competitor, innovazione) ed è il feedback naturale, non indotto, che l’utente/cliente rilascia sotto forma di post, commento, interazione espressa in qualsiasi forma scritta e in qualsiasi luogo della rete.

Da questo assunto, sperimentato attraverso una piattaforma proprietaria in anni di consulenza per aziende di settori di largo consumo quali banche o cinema o tv o alimentari, Estrogeni ha creato un ciclo integrato di raccolta, lettura, interpretazione, classificazione di dati e rilascio di output tesi a fornire linee guida strategiche e indirizzi tattici nel campo dell’investimento media, denominato Atomi (Analytics Tools Of Marketing Intelligence). La scelta del naming non è dunque casuale, in quanto il tipo di approccio e modelli usati sono già in voga nel campo delle nanotecnologie per la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare.
Tali modelli, top-down e bottom-up, sono strategie sinergiche e complementari di elaborazione dell’informazione e gestione delle conoscenze, a cui si fa ricorso per analizzare situazioni problematiche e strutture complesse e costruire ipotesi adeguate alla loro soluzione.

Atomi si basa sullo sviluppo di una matrice composta da tre direttrici superiori e orizzontali, a loro volta verticalizzate su attività specifiche.

I macrosettori presi in considerazione sono:

  • SEO
  • Analytics
  • Sentiment Analysis.

Nel primo e terzo caso (SEO e Sentiment Analysis), ci serviamo di software dialoganti fra loro attraverso un bridge proprietario, già ampiamente testato per affidabilità del processo e qualità del contenuto, per ogni tipo di mercato, nazionale e internazionale.
In questa fase, la tipologia di approccio è espressa da un modello top-down, dove si formula inizialmente una visione generale del sistema ovvero se ne descrive la finalità principale senza scendere nel dettaglio delle sue parti, in prima istanza. Successivamente, ogni parte del sistema è rifinita tramite decomposizione, specializzazione e specificazione o identificazione, garantendo maggiori dettagli della progettazione per il modello finale. La nuova parte così ottenuta può quindi essere di nuovo rifinita, specificando ulteriori dati, finché la specifica completa è sufficientemente dettagliata da validare il modello.
Nel caso di Analytics, facciamo affidamento principalmente sulle risultanze espresse da Google, non tralasciando alternative più di nicchia ma altamente personalizzabili nella gestione dell’output analizzabile o qualsiasi altra fonte utile di cui il cliente disponesse.
In contrasto con il modello top-down caratterizzante le prime due aree di osservazione, c’è la progettazione bottom-up usata per la Sentiment Analisys. Esso induce a costruire un percorso sequenziale organizzato in passaggi successivi, in cui l’ancoraggio tra traguardi intermedi e obiettivo finale è ricercato in modo euristico: parti individuali del sistema sono specificate in dettaglio e poi connesse tra loro in modo da formare componenti più grandi, a loro volta interconnesse fino a realizzare un sistema completo. Le strategie elaborate sul flusso informativo bottom-up appaiono potenzialmente necessarie e sufficienti, poiché basate sulla conoscenza di tutte le variabili in grado di condizionare gli elementi del sistema.
Essendo pertanto le tre aree interconnesse attraverso una relazione fondata sull’oggetto e sul tema dell’osservazione, è possibile costituire dei coefficienti che pesano l’influenza che ognuna delle tre aree ha sui fenomeni e temi registrati.
In questo modo, offriamo al cliente la possibilità, per la prima volta, di settare, integrare, calibrare la propria strategia di indirizzo verso gli obiettivi aziendali.
Ecco perché consideriamo Atomi l’evoluzione del marketing intelligence. Una nuova idea di web, wide experience brand.

 

 

Agostino

6 luoghi comuni sul dieselgate Volkswagen

Miss Italia è salva: ora il tema forte delle discussioni è lo scandalo Volkswagen, che per dimensioni e portata produrrà molto più che qualche meme divertente (tra l’altro, apro e chiudo una rapida parentesi, la vincitrice di Miss Italia ci ha fatto dimenticare un’altra candidata che ha dichiarato, con mirabile sincretismo:  “i mie eroi sono Falcone e Borsalino”. Chapeau).

Passiamo quindi al tema forte: Volkswagen ha truffato per sei anni i test di certificazione sull’inquinamento ambientale, applicando un software che manometteva i risultati reali. Il caso riguarda undici milioni di veicoli, non solo negli USA, dove lo scandalo è scoppiato. Boom.

Ci sarebbe tanto da dire, ma in particolare qui osserveremo 6 luoghi comuni che ho notato nelle discussioni sui social network:

  1. Tutti barano, mica solo Volkswagen → FALSO mentre è vero che i test in laboratorio sulle emissioni non corrispondono ai dati reali di inquinamento, è falso, in base alle informazioni disponibili, che altri costruttori abbiano utilizzato un software che alterava i risultati, come ha fatto Vw.

  2. È un attacco degli americani per indebolire l’industria europea  FALSO Volkswagen è rea confessa, ha ammesso di aver falsificato i valori, e sta lavorando per rimediare. Inoltre è da più di un anno che l’ente di certificazione USA chiede spiegazioni, e Vw ha negato finché possibile. Poi di fronte all’evidenza si è dovuta arrendere. Se Volkswagen avesse rispettato le regole, non avrebbe avuto niente da temere…

  3. Parlano proprio gli americani che non rispettano il protocollo di Kyoto?  FALSO, O MEGLIO NON APPLICABILE questa assomiglia a “e i Marò allora?” Nel senso che sicuramente gli USA dovrebbero rispettare il protocollo di Kyoto, e quindi? Rimane il fatto che Vw ha infranto delle leggi americane, per sua stessa ammissione, e ha contribuito ad un maggiore inquinamento mondiale.

  4. I vertici non sapevano  FALSO Questa è divertente. L’ad Winterkom si è dimesso, la truffa dura da sei anni, a maggio in California Vw mandò una lettera richiamo ai possessori di auto con diesel, probabilmente fiutando l’aria dell’imminente scandalo. E’ impossibile che i vertici non sapessero. Tra l’altro, se non sapevano, sarebbe ancora peggio, dato che vorrebbe dire che in Vw vengono commesse truffe a livello mondiale all’oscuro della dirigenza.

  5. Non bisogna gioire perché si perderanno posti di lavoro  FALSO Posto che l’impatto è ancora da valutare, se anche Vw perdesse quote di mercato e dovesse licenziare, le quote di mercato perse verrebbero prese da altri costruttori, che aumenterebbero i turni di lavoro o assumerebbero altri operai per far fronte alla maggiore produzione. In questo modo anche l’indotto sarebbe tutelato. Non è prevista una riduzione delle vendite di automobili a livello globale, anzi le previsioni sono di crescita. Poi dispiace certamente se operai Vw perderanno il lavoro, ma è la legge del mercato, e se ci dobbiamo dispiacere per loro, allora dovremmo essere tristi ogni giorno perché c’è sempre qualcuno che perde il lavoro per aziende che vanno male (ma ci sono altri che vengono assunti da aziende che vanno bene). Concedeteci invece la piccola gioia di vedere i tedeschi primi della classe, secchioni e severi  con tutti, beccati a barare… per sei anni!

  6. Euro 3-4-5-6 sono serviti solo a far cambiare macchina agli automobilisti  …VERO! Allo stato dei fatti, se davvero i diesel sono mediamente molto più inquinanti di quanto ci si aspettava, il loro impatto sulla riduzione dell’inquinamento  è stato molto minore del previsto. Quindi l’obbligo di comprare nuovi modelli (i soli a poter entrare nei centri urbani) è stata soprattutto una tassa occulta sulle tasche degli automobilisti, a cui è stato imposto di cambiare macchina molto prima del necessario.